Scuola, dopo dieci anni di attesa siglato il nuovo contratto nazionale

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Aumenti in media di 85 euro mensili per insegnanti e personale amministrativo. Madia: “Frutto di un lavoro di quattro anni”

“Non è una mancia elettorale ma il risultato di un lavoro partito quattro anni fa con la cancellazione dell’eredità che ci avevano lasciato il centrodestra e Brunetta”. E’ questo il commento che la ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha rilasciato alla stampa in merito all’accordo raggiunto tra governo e sindacati per il rinnovo del contratto della scuola. Un passo atteso da circa dieci anni che finalmente è stato portato a compimento.

L’aumento degli stipendi riguarderà 1 milione 200mila persone tra docenti, personale ATA, ricercatori, tecnici e amministrativi. L’accordo è stato firmato, tra gli altri, da Doc Cgil, Cisl e Uil scuola, mentre sono rimasti fuori Snals e Gilda. Gli aumenti stabiliti andranno da un minimo di 81 euro ad un massimo di circa 111. A questa cifra si aggiungerà anche il bonus di 200 milioni di euro per il merito che è stato diviso in due parti. Una prima parte (pari a 100 milioni di euro) andrà direttamente negli stipendi, l’altra parte servirà per valutare i docenti e premiarli di conseguenza.

Come si spiega Orizzonte Scuola, gli aumenti più bassi riguarderanno le maestre e i maestri delle scuole dell’infanzia, della primaria e i docenti diplomati delle medie che hanno una bassa anzianità di servizio. Le cifre più alte riguarderanno i docenti laureati che insegnano alle superiori con più di 35 anni di servizio. Gli aumenti coinvolgono anche il personale ATA amministrativo, tecnico e ausiliario. Per i collaboratori scolastici gli aumenti andranno da 80,40 euro, per chi ha fino a 8 anni di servizio, fino a 88,40 euro, per chi ha 35 anni di servizio. Per i coordinatori amministrativi e tecnici andranno dagli 81,20 euro fino a 90,20 euro. I dirigenti scolastici, infine, avranno aumenti da 81,50 euro fino a 105,50.

“Il rinnovo del contratto – ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi – è un grande passo in avanti non solo per la scuola ma per tutti gli stati e, in prospettiva, per gli enti locali e la sanità”. Un quadro più preciso è disegnato dal presidente della commissione Istruzione al Senato Andrea Marcucci, del Partito Democratico: “I governi di Renzi e di Gentiloni hanno assunto oltre 100 mila precari, investito oltre 9 miliardi nell’edilizia scolastica ed oggi sbloccato, dopo 9 anni, il contratto di lavoro di docenti e personale amministrativo delle scuole, dell’università, del settore Afam e della ricerca. Nessuno ha mai fatto tanto per la scuola come il Pd”.

Positivo anche il commento di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: “Siglato il contratto istruzione e ricerca, una riconquista dopo 10 anni di blocco! Dignità e valore al lavoro”. In generale, per le sigle sindacali, “il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale”.

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