Il voto in Pennsylvania, il “pareggio” che mette in crisi Trump

Focus

L’indice di gradimento di Trump continua a mantenersi negativo, ma i problemi più seri per il presidente americano arrivano dal suo elettorato che ora sembra averlo abbandonato

Il rischio che in queste settimane sta correndo il Presidente americano non è quello di rimanere isolato nella sua West Wing ma anche di rimanere a corto di sostenitori tra i cittadini. Finora Trump ha potuto fare quello che ha fatto grazie anche alla convinzione che, sostanzialmente, gran parte degli americani fosse con lui. E anche se gli indici di popolarità dicono l’esatto contrario, al momento non ci sono stati grandi momenti in cui gli elettori potessero esprimersi nei confronti del loro Presidente.

Indice di gradimento complessivo per Donald Trump elaborato dal sito fivethirtyeight.com

Indice di gradimento complessivo per Donald Trump elaborato dal sito fivethirtyeight.com

Il pareggio in Pennsylvania

Le cose non andranno meglio dopo quello che è successo in Pennsylvania. L’occasione è quella dell’elezione suppletiva che si è tenuta nello Stato per rinnovare un seggio della Camera statunitense. Secondo lo scrutinio i due contendenti sono separati solo da 579 voti a favore del candidato democratico. L’ex marine di 33 anni candidato con i Dem, Conor Lamb, ha ottenuto il 49,8 per cento dei voti contro il 49,6 di Rick Saccone dei Repubblicani. Lamb ha dichiarato di aver vinto, ma Saccone ha lasciato intendere che potrebbe richiedere il riconteggio. Cosa che, visto il distacco minimo, la legge permetterebbe di fare anche se non obbligatorio.

Un segnale in vista delle elezioni di metà mandato

Al di là di come finirà, però, il dato da sottolineare è che in questa elezione il partito di Trump ha investito ingenti quantità di denareo (si parla di circa 11 milioni di dollari) e ha impegnato in campagna elettorale sia il Presidente, sia il Vicepresidente. Considerando che stiamo parlando dello stesso collegio in cui Trump si era affermato alle presidenziali del 2016 con un distacco di 20 punti, è più che un campanello di allarme per le future elezioni di metà mandato dove si rinnoveranno tutti i seggi della Camera e un terzo dei seggi del Senato, entrambi al momento controllati dai Repubblicani.

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