Chi è Roberto Fico, il nuovo presidente della Camera

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L’accordo tra centrodestra e M5s porta l’ex Presidente della Commissione di Vigilanza Rai sullo scranno più alto di Montecitorio Conosciamo meglio chi è

L’accordo è stato trovato, sara Roberto Fico il prossimo presidente della Camera. Il primo esponente del M5s a sedere sullo scranno più alto di Montecitorio è una vecchia conoscenza delle votazioni per le presidenze. Fico infatti anche cinque anni fa era stato il candidato grillino per la presidenza della Camera.

Il quarantaquattrenne napoletano è uno dei massimi esponenti del grillismo intransigente. Tra i più legati alle idee originali del Movimento è stato spesso contrapposto a Luigi Di Maio, esponente della nuova via M5s. Tra i suoi colleghi è considerato esponente della sinistra grillina. La sua elezione a presidente della Camera silenzierebbe una delle più autorevoli voci interne contrarie ad un accordo di governo con il centrodestra.

Il suo dissenso viene definito silenzioso, infatti è sempre stato molto fedele alla linea espressa anche se non conforme al suo pensiero. Molti lo volevano candidato contrapposto a Luigi Di Maio alle primarie per la scelta del candidato premier. Ma alla fine decise di non partecipare. All’appuntamento di Rimini, giorni in cui Luigi Di Maio prese, di fatto, in mano il Movimento memorabile è la sua freddezza nei confronti del compagno. I due si ignorarono e Fico non salì sul palco.

Laureato a Trieste in in Scienze della Comunicazione con una tesi incentrata sulla comunicazione di massa è stato il candidato del Movimento alla presidenza della Camera nel 2013. Dopo la bocciatura della sua candidatura e l’elezione di Laura Boldrini, Fico è stato eletto presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza RAI.

Sin dal 2005 seguace di Beppe Grillo, è uno dei primi a fondare un Meetup – a Napoli nel 2005 il Meetup Amici di Beppe Grillo -. Con la nascita nel 2009 del Movimento 5 stelle Fico è subito entrato a farne parte. Nel 2010 si presenta come candidato a Presidente della Regione Campania per il M5S, mentre l’anno successivo si candida come sindaco di Napoli. In entrambe le occasioni conquista poco più dell’1% dei voti.

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