“L’Italia paga una salatissima tassa Salvini-Di Maio”. Parla Gualtieri

Focus

Intervista all’eurodeputato del Pd, in corsa il 26 maggio: “L’Italia un problema per l’Europa. I sovranisti la causa dei problemi attribuiti all’Ue”

A dieci giorni da un voto europeo che si preannuncia come storico la campagna elettorale entra nel suo rush finale. Una fase inaugurata dall’ultimo dibattito tra i 6 spitzenkandidaten dei vari partiti europei, che ieri si sono confrontati in Eurovisione, e che secondo molti osservatori ha visto prevalere l’esponente socialista Frans Timmermans, giudicato più “brillante ed eloquente”. Di questo e altro parliamo con Roberto Gualtieri, europarlamentare uscente del Pd e ricandidato nella lista Centro.

Ieri Timmermans ha citato Salvini come leader di una forza che punta più su Putin che sull’Europa, mentre Angela Merkel ha chiuso la porta all’ingresso del leader leghista nel Ppe. L’Italia sta diventando un problema europeo?
Purtroppo lo siamo da tempo. Il governo italiano e con lui Salvini sono parte integrante di un’offensiva politica che punta a indebolire e sfasciare l’Europa. I sovranisti lo sono per conto terzi, e più precisamente per conto di chi non vuole che l’Europa abbia un ruolo politico forte e autorevole sulla scena politica internazionale.

Timmermans ha anche affermato che un’Europa unita è più forte di Russia e Usa. È davvero così?
L’Europa quando vuole può essere una superpotenza globale e lo ha già dimostrato su temi come i trattati commerciali e le regole del mercato interno. Una superpotenza che oggi può e deve affrontare temi come l’elusione fiscale delle grandi multinazionale del web, la trasformazione del modello di sviluppo intorno agli obiettivi della sostenibilità ambientale e della coesione sociale, e dotarsi di una vera politica estera comune. Per fare questo occorre però che l’Europa vada avanti sul processo di integrazione, non certo che regredisca sulla base del nazionalismo. Del metodo intergovernativo. In questo quadro, Frans Timmermans è di gran lunga il candidato migliore e lo sta dimostrando con una campagna elettorale efficace e convincente. Per questo siamo fiduciosi che potremo eleggerlo alla guida della prossima Commissione europea.

Con la sua lista il Pd ha dato un contributo alla prospettiva rappresentata dallo slogan ‘da Macron a Tsipras’. È così che si metterà un argine ai sovranismi?
Il Pd ha realizzato una lista unitaria che ha allargato il campo delle forze unite per costruire un’alternativa alle destre. In Europa il Partito democratico sarà il perno di un’alleanza politica larga, europeista e progressista, da Macron a Tsipras, che vuole non solo sconfiggere la destra, ma anche contendere ai conservatori la guida dell’Europa sulla base di un programma che mette al centro il lavoro, la crescita, l’ambiente e il welfare.

Un tema che è stato al centro di questa campagna elettorale è stato quello dell’immigrazione. Su questo i sovranisti stanno puntando tutto, fino ad affermare con Marine Le Pen che “deve essere bandita”. Ma l’Europa ha qualcosa da rimproverarsi?
L’Europa che ha qualcosa da rimproverarsi è quella degli Stati e dei nazionalismi. Il Parlamento europeo al contrario ha approvato una ambiziosa riforma del Trattato di Dublino che prevede la redistribuzione dei richiedenti asilo e multe salate per chi non ottempera. Lega e M5s si sono opposti votando contro o astenendosi, e oggi la riforma è bloccata in Consiglio dall’Europa degli Stati, e in particolare da quelli più nazionalisti come gli alleati di Salvini. Dunque Salvini stesso è tra le principale cause dei problemi che attribuisce all’Europa.

Oggi Paolo Gentiloni ha parlato di un rischio Italexit. Lei che è stato tra i negoziatori della Brexit, pensa che sia davvero così?
Purtroppo sì. I partiti di governo adesso cercano di camuffare e occultare le loro posizioni antieuropeiste che noi conosciamo bene, perché sanno che gli italiani non vogliono l’Italexit. D’altronde Salvini siede in Parlamento europeo con Marine Le Pen e Di Maio con Farage, a proposito di Brexit. Nel frattempo, con le loro azioni e dichiarazioni irresponsabili mettono a rischio la stabilità del Paese, basti vedere che da quando è stato reso noto il cosiddetto contratto di governo l’Italia paga interessi molto più alti sul debito pubblico, interessi che mettono a rischio la nostra stabilità finanziaria ma anche il welfare su cui rischiano di abbattersi pesantissimi tagli. Dunque noi paghiamo ogni giorno una salatissima tassa Salvini-Di Maio, che grava sulla nostra economia e che è una delle cause dell’andamento negativo di tutti gli indicatori economici a partire dagli investimenti. Se poi guardiamo alle ultime dichiarazioni dei due vicepremier su debito e flat tax, il rischio si fa reale. È tempo di mandare a casa questo governo per salvare l’Italia e l’Europa.

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