Salvini disperato si aggrappa ai morti di Mirandola. E il Pd attacca il Viminale

Focus

Due morti. L’accusa per il giovane fermato è di furto aggravato, danneggiamento a seguito di incendio e morte come conseguenza di altro delitto

Due morti, una 84enne costretta a letto e la sua badante ucraina di 74 anni, e 20 feriti, tra cui il marito della vittima e altre tre persone rimaste intossicate in maniera grave. E’ il drammatico bilancio dell’incendio appiccato nella notte alla sede della polizia locale di Mirandola, nel Modenese, con il fumo che ha invaso gli appartamenti ai piani superiori e ha sorpreso nel sonno i residenti.

A causare il rogo sarebbe stato un giovane nordafricano, fermato dai carabinieri mentre si allontanava. Si tratta di un clandestino, pare originario del Marocco, ora arrestato per furto aggravato, danneggiamento a seguito di incendio e morte come conseguenza di altro delitto. Il giovane – secondo una prima ricostruzione – sarebbe stato trovato da un’ambulanza della Croce Blu, in stato di ipotermia, lungo una strada dalle parti di Camposanto, nella Bassa modenese  e ricoverato all’ospedale di Mirandola da cui era poi fuggito, dirigendosi verso il centro e arrivando alla sede della municipale dove ha compiuto il gesto. Non sono chiari i motivi. Tra le ipotesi che filtrano sinora dagli investigatori: quella di un rogo divampato per le conseguenze impreviste di un tentato furto, la vendetta per un provvedimento preso dalla stessa municipale nei suoi confronti nei giorni scorsi o il gesto di uno squilibrato. E’ stato preso che vagava con un giubbotto antiproiettile della municipale che aveva rubato assieme a tre berretti poco distante dal luogo.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è subito saltato sulla notizia: “Altro che aprire i porti, come vuole la sinistra, io lavoro per fermare e mandare tutti a casa questi delinquenti. E se minorenne non mi interessa, deve pagare fino in fondo per la sua bestialità. Azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti, con la Lega si può”.

Cosa c’entri l’immigrazione con il gesto folle di uno straniero è chiaro: tutta propaganda a pochi giorni dal voto, in una campagna elettorale che per il capo leghista si sta mettendo male. L’incendio di Mirandola dimostra “il fallimento totale delle politiche del governo” sulla sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini “invece di fare demagogia risponda ai cittadini che chiedono sicurezza nei quartieri delle città”, ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti prima di partecipare ad un appuntamento pubblico in Senato. Zingaretti ha espresso la sua “solidarietà alle famiglie” coinvolte nell’incendio augurandosi che il responsabile paghi duramente per il crimine che ha commesso e che la giustizia faccia rapidamente il suo corso”. Quello che comunque “emerge da questo fatto è il fallimento totale delle politiche del governo”. Nel decreto bis sulla sicurezza, ha continuato Zingaretti “non c’è una sola riga sulla sicurezza nei quartieri” e “non c’è alcuna risposta al taglio dei fondi alle forze dell’ordine”.

Il Pd insiste. Con Giuditta Pini, deputata modenese del Pd, che ha depositato un’interrogazione rivolta a Matteo Salvini. E che, qualora il ministro dell’Interno non si sottraesse alla risposta, lo costringerebbe a rendere conto direttamente del suo operato quale capo della filiera dello stato deputata alla tutela dell’ordine pubblico.

La Pini ricostruisce la vicenda con gli elementi finora noti, e sottolinea che “in seguito all’arresto si è venuto a conoscenza che il ragazzo ha numerosi precedenti e che, in passato, è stato colpito da ordine di espulsione”. È partendo da qui che punta il dito contro il leader della Lega, formulando due quesiti piuttosto espliciti: “Perché per una persona già fermata per reati e con precedenti penali con un decreto di espulsione il Ministero dell’Interno non abbia provveduto alla sua espulsione?”. E ancora: “Perché nonostante fosse stato identificato dalle forze dell’ordine a Roma pochi giorni fa, questa persona fosse libera di circolare e arrivare a Mirandola?”. Domande che vanno oltre la strategia dei porti chiusi, rivendicata da Salvini come antidoto a casi come il rogo dell’altra notte. E che ricordano all’interessato come il Viminale non sia tanto il ministero della difesa dei confini, quanto piuttosto della tutela e alla protezione di quel che vi sta dentro.

Sono nove i Comune della Bassa modenese che hanno proclamato per domani, mercoledì 22, il lutto cittadino, sono tutti quelli che fanno parte dell’Unione Comuni Modenesi area nord. Bandiere a mezz’asta e un minuto di silenzio, dunque a Mirandola, ovviamente, ma anche: Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero. In segno di lutto, i sindaci chiedono ai candidati di sospendere per oggi le iniziative elettorali.

I primi cittadini esprimono “profondo cordoglio” ai famigliari delle vittime dell’incendio. “Oggi è il giorno del lutto e del dolore e chiediamo a tutti – hanno sottolineato i sindaci – di avere rispetto per una vicenda così drammatica per la nostra comunità”.

 

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