Dopo Roma, anche Torino si ribella ai Cinquestelle

Focus

500 persone in piazza Castello per dire no alle politiche dei 5 Stelle

Anche Torino, dopo Roma, dice “basta”. Alcune centinaia di persone, circa 500, si sono radunate davanti alla Prefettura, nella centrale piazza Castello, per chiede una città “senza Appendino” tra bandiere si’ Tav, vessilli olimpici e slogan contro l’amministrazione 5 Stelle.

Una manifestazione spontanea, nata dal tam tam dei social sull’onda emotiva del no del Consiglio comunale alla Torino-Lione. A protestare sono soprattutto semplici cittadini. “A casa a casa, non sono capaci”, “la sindaca a Dubai, quando serve non c’e’ mai”, sono gli slogan scanditi sotto la pioggia. In piazza anche esponenti del mondo produttivo e della politica.

“Torino non è ferma”, ribatte la prima cittadina, che contrattacca: “molte delle persone che oggi sollevano legittime preoccupazioni, fanno parte della stessa classe dirigente che, negli ultimi anni, ha osservato i centri direzionali andarsene, il baricentro della finanza e dell’assicurazione spostarsi su Milano e la Fiat disimpegnarsi”.

Sono quasi 42mila intanto le adesioni, su Change.org, alla petizione sì Tav per “rilanciare l’economia, il lavoro e l’ambiente, in Piemonte e in Italia”. Il suo promotore, l’ex sottosegretario Mino Giachino, annuncia una manifestazione per sabato 10 novembre, sempre in piazza Castello. Ad organizzarla anche ‘Sì, Torino va avanti’, gruppo Facebook che in meno di una settimana ha superato le 25mila iscrizioni. Fa capo a quattro donne manager, che intendono dar voce “al desiderio e alla volontà di tanta parte della cittadinanza di rilanciare Torino”.

“Il ministro Di Maio continua a non capire: il progetto della Torino-Lione non ha trent’anni e non è vecchio; anzi, è stato più volte rivisto e aggiornato proprio sulla base delle indicazioni del territorio”, sostiene Corrado Alberto, presidente di Api Torino, l’associazione delle piccole e medie imprese che sta dando voce alla protesta contro la Città per il no alla Tav.

“Mi piace che Appendino abbia confermato che la delibera di lunedì scorso non fosse urgente – osserva -. Dà quasi ragione a noi quando afferma che il Comune non ha competenza sulla Tav. Insomma, lunedì scorso il Consiglio comunale ha assunto una presa di posizione solamente ideologica, con una urgenza incomprensibile”.

Vedi anche

Altri articoli