Roma, Napoli, Firenze. Le tute blu in piazza contro il governo

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Sciopero di otto ore, oggi, dei metalmeccanici e tre manifestazioni promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil

“L’esecutivo sta facendo affondare la nave”. Le tute blu scese in piazza protestano e lanciano l’allarme contro l’assenza di politica per rilanciare il lavoro, l’industria, i salari, i diritti. Sullo sfondo degli ultimi dati Istat (nuovamente col segno meno per l’industria, in calo ad aprile fatturato e ordinativi: rispettivamente, -1,0% e -2,4%) l’immagine che viene rilanciata dai sindacati arriva dritta al punto.

“Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave?” dice Marco Bentivogli, segretario Fim-cisl alla manifestazione dei metalmeccanici a Milano.

Lo sciopero di otto ore, indetto dai metalmeccanici, si è accompagnato a tre manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli, promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, per chiedere al governo più “Futuro per l’industria”, come recita lo slogan che accompagna le piazze.

Una tappa del percorso unitario messo in campo da Cgil, Cisl e Uil, partito da piazza San Giovanni a Roma il 9 febbraio scorso e, per ora, in chiusura il 22 giugno a Reggio Calabria, per il Sud.

La mobilitazione delle tute blu si innesta in un periodo contrassegnato da crisi industriali e vertenze, le ultime da Whirlpool all’ex Ilva: a seconda della piega che prenderanno le vertenze, il numero dei lavoratori a rischio “va dagli 80.000 ai 280.000”, secondo calcoli della Fim.

I sindacati partono dalla richiesta per il rilancio degli investimenti pubblici e privati ed il sostegno all’occupazione: temi che, insistono, vanno rimessi al centro dell’agenda politica. Denunciano “la mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale” nel Paese, che sta diventando un territorio di conquista delle multinazionali con la conseguenza, avvertono, che l’Italia sta perdendo la sua ricchezza manifatturiera.

E chiedono più salute e sicurezza, dicendo basta agli incidenti ed alle vittime sul lavoro. Presenti alle manifestazioni le delegazioni delle tre sigle: a Milano i segretari generali della Cgil Maurizio Landini e della Fim Marco Bentivogli; a Firenze i segretari generali della Cisl Annamaria Furlan e della Uilm Rocco Palombella; a Napoli i segretari generali della Uil Carmelo Barbagallo e della Fiom Francesca Re David.

“La Whirlpool è l’emblema di questa giornata e delle multinazionali che delocalizzano e chiudono non perché si impoveriscono, ma perché decidono di produrre da un’altra parte” dice Francesca Re David. “Noi pretendiamo il rispetto degli accordi che la Whirlpool ha firmato al Ministero solo pochi mesi fa – aggiunge Re David – la fabbrica deve rimanere aperta e ai lavoratori deve essere consentito di continuare a lavorare”.

Sempre per domani è stato proclamato uno sciopero anche dal sindacato autonomo Fismic-Confsal, per chiedere un cambiamento della politica economica del governo che “sia più attenta alle questioni dell’occupazione e dello sviluppo economico”, con due manifestazioni: a Torino per le regioni del nord e a Melfi (Potenza) per le regioni del centro-sud.

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