L’aria pesante intorno a Virginia

Focus

Le polemiche dopo l’inchiesta dell’Espresso sulle pressioni di Raggi sull’ex ad di Ama. Il Pd attacca: “Basta litigare su Roma, la città è in ginocchio”

Che Roma fosse fuori controllo è ormai chiaro ai più, e non da oggi. Ma che ad attestare e confermare la situazione di degrado in cui è ridotta la Capitale sia il controllore, colei che in pubblico ha al contrario sempre dimostrato una certa sicumera, fa un certo effetto.

E però questo che emerge dalle intercettazioni tra Virginia Raggi e l’ex ad di Ama, Lorenzo Bagnacani, pubblicate ieri da L’Espresso. Un’ammissione di impotenza politica, a cui si accompagna il sospetto di comportamenti non propriamente leciti, quando la prima cittadina intima al manager “devi modificare i conti. Punto. Anche se i miei uomini ti dicono che la terra è piatta”. Il tentativo, a cui Bagnacani resisterà, e per questo verrà rimosso dall’incarico lo scorso febbraio, è di far andare i bilanci dell’azienda in rosso.

L’intento, è il sospetto che lo stesso Bagnacani lascia trapelare oggi in un’intervista a La Repubblica, potrebbe essere stato quello di avviare Ama verso la privatizzazione.

Una vicenda su cui è intervenuto, ieri sera a Piazza Pulita, anche il segretario dem Nicola Zingaretti: “C’è un, che ha affermato: “C’è una verità che dice Bagnacani: un presidente di Regione o un sindaco non può dire a un amministratore di una società pubblica ‘io sono il socio e tu devi ubbidire’, perché l’Ad di un’azienda sta li’ esattamente a garante della funzionalità dell’azienda. E come dice Bagnacani nell’intercettazione il suo dovere è prima di tutto verificare e tutelare i bilanci dell’azienda”. “Il problema comunque è che questa città è scappata di mano a chi la sta governando”,  ha aggiunto Zingaretti.

Dal Campidoglio si sono affrettati a precisare che la sindaca non è indagata, e lei stessa ha respinto sdegnosa ogni accusa, rimandandole invece al mittente e assicurando di aver avanzato richieste nel pieno rispetto delle norme. Ma oltre alla questione giudiziaria, ormai l’unica su cui i grillini misurano il loro operato (a dire il vero con alterne fortune, come la vicenda De Vito dimostra plasticamente), esiste anche un tema di capacità politica e amministrativa, a cui i pentastellati, al governo del Paese come delle città, dimostrano ogni giorno di volersi sottrarre.

Ma stavolta, a Roma, i nodi difficilmente non verranno al pettine. Anche perché, nel frattempo, il livello di vivibilità in città continua a scendere.
Dopo la pubblicazione delle carte da parte de L’Espresso, il Pd in Campidoglio ha immediatamente depositato una interrogazione alla sindaca sulla questione, con il capigruppo Giulio Pelonzi che ha annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica, perché: “La Sindaca Virginia Raggi deve fare immediatamente un passo indietro. Ne va del prestigio e dell’immagine di Roma, messi ormai da tempo a dura prova”.

Un tema, quello della situazione della Capitale, diventato uno dei terreni di scontro su cui si sta consumando la lotta intestina all’interno del governo, con il ministro Salvini che ieri ha chiesto le dimissioni della sindaca e che oggi ha rincarato la dose, e a proposito delle polemiche suscitate dalla direttiva ai prefetti, ha affermato: “Raggi mi ha chiesto aiuto per salvare Roma da degrado, turisti cafoni e incivili in genere. La circolare sulle zone rosse va in questa direzione, esattamente come alcuni strumenti nel decreto Sicurezza. Basta leggere le norme e applicarle, ma evidentemente la Raggi è distratta“.

Una bagarre ormai perenne su cui ha alzato la voce il Partito democratico, che con Marco Miccoli, coordinatore dell’iniziativa politica dem, ha affermato: “Vorrei sommessamente ricordare al ministro Salvini e alla sindaca Raggi, che si esibiscono ormai quotidianamente in una polemica sui mali di Roma, che quella di cui si parla e sulla quale stanno costruendo questo macabro teatrino, è la Capitale d’Italia”.

“Entrambi sono chiamati a risolverli i problemi, non a rinfacciarseli – ha rincarato la dose Miccoli -. La città è in ginocchio anche per colpa della loro inesistente azione amministrativa. I romani non meritano di assistere a questa inconcludente e penosa diatriba, aspettano risposte e soluzioni ai numerosi problemi della capitale. Salvini da giorni chiede alla Raggi di dimettersi, noi chiediamo che i due contendenti ci liberino della loro ormai dannosa presenza, si dimettano e vadano a litigare da un’altra parte”.

“La Raggi non ha la più pallida idea di cosa fare e non ha più neanche la giunta al completo, il consiglio comunale è bloccato perché il presidente De Vito è agli arresti  e il M5S non è neanche in grado di sostituirlo”, ha poi affermato il deputato romano del Pd, Luciano Nobili, aggiungendo: ”Ora basta: è giunta l’ora di cacciare lei. La Raggi prenda atto del fallimento e si dimetta. Liberiamo Roma da questi incapaci” .

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