La giunta grillina perde pezzi, mentre Roma è sommersa dai rifiuti

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La situazione nella Capitale è oltre i livelli di guardia. Da Zingaretti arriva l’aiuto, ora l’Ama avrà dieci giorni di tempo per raccogliere i rifiuti

Roma da giorni, come il resto d’Italia, è nella morsa del caldo. Ma ben più rovente è il clima politico al Campidoglio. La città versa in condizioni vergognose e la sindaca non può che essere sul banco degli imputati.

La figuraccia internazionale

Le foto dei cumuli di rifiuti continuano a fare il giro del mondo, mentre la puzza è a esclusiva degli abitanti della città e dei tanti turisti che l’affollano. Sono proprio loro a essere i più indignati, anche perché i romani stanno iniziando ad “abituarsi” a questa crisi che ad intermittenza regolare colpisce la Capitale negli ultimi anni. Sui social rimbalza la delusioni di americani, francesi, tedeschi che speravano di aver letto delle fake news sulla situazione dei rifiuti a Roma, mentre si sono scontrati con una realtà peggiore di quella descritta sui quotidiani internazionali.

Una mano da Nicola Zingaretti

Un aiuto a Virginia Raggi è arrivato dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che è pronto a firmare un’ordinanza ispirata a urgenti motivi di tutela ambientale (articolo 191 del decreto legislativo 152/ 2006), che chiede a tutti gli impianti del territorio di garantire la massima operatività. In un primo momento erano stati concessi 20 giorni di tempo al Campidoglio per riportare Roma ad una situazione di decoro. Giorni che, però, sono scesi a 10 o anche meno, da richiesta del ministro Costa perché “ci sono 40 gradi e i rifiuti non possono stare per strada”. In ballo c’è una questione igenico-sanitaria come hanno segnalato le associazioni dei medici. Da parte sua l’Ama dovrà rispettare i 20 (o 10) giorni per riportare Roma a livelli accettabili di decoro, dovrà dotarsi di un numero congruo di centri di trasferenza e di trasbordo. Inoltre, dovrà far lavorare a pieno regime il tritovagliatore mobile di Ostia, che adesso tratta soltanto 40mila tonnellate al giorno, e procurarsene altri per far fronte alle cicliche crisi. Infine, la municipalizzata dovrà procedere a pagare i fornitori, dai quali non si può pretendere un servizio efficiente come il trattamento dei rifiuti senza il corrispettivo dovuto. Fredda la reazione della sindaca che ringrazia su Twitter il ministro Costa, senza ringraziare Zingaretti, e precisando di voler prima leggere l’ordinanza della regione.

L’albero caduto a lungotevere su una famiglia

Mentre famiglie, giovani e meno ieri sera trascorrevano la serata sulla banchina del Tevere, dove ogni estate vengono allestiti locali e bancarelle, un grosso ramo si è schiantato al suolo. Cadendo ha procurato il ferimento di sette persone, tra cui due bambini piccoli. Altre volte abbiamo parlato di alberi caduti, ma le condizioni meteo avverse erano sempre una giustificazione. Il problema della manutenzione del verde pubblico – i giardini della città sono indecenti – è stato più volte al centro della cronaca politica nella città. Se un ramo cade senza un alito di vento, e da molti giorni il meteo è clemente, significa che il problema della cura degli alberi ha raggiunto un livello allarmante. Naturalmente dal Campidoglio nessun commento.

Stefàno si dimette

Che la maggioranza grillina in Campidoglio sia ormai frantumata è evidente. Non ci sono più le alzate di scudi in difesa di Virginia Raggi. Dai vertici, Di Maio in primis, non si leva nessuna voce in difesa della sindaca. Intanto l’assemblea capitolina perde il suo vicepresidente. Oggi il consigliere Enrico Stefàno si è dimesso dal ruolo di vicepresidente vicario. Da quando De Vito è stato arrestato ne aveva raccolto l’eredità, senza tuttavia poter essere nominato presidente. Infatti, dopo 106 giorni dall’arresto, la maggioranza non ha ancora revocato l’incarico a De Vito. Stefàno non ha spiegato i motivi della sua decisione, dicendo che lo farà “a mente fredda” e ribadendo il sostegno alla sindaca. Sembra però che i consiglieri di maggioranza si stiano un po’ eclissando, i problemi si accumulano e il fallimento del M5s è sempre più evidente. A questo punto Virginia Raggi dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi, per amore di Roma, per non lasciare la città morire. Ha fallito e il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti.

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