Chi è David Borrelli? Il socio fantasma di Rousseau

Focus

Si parla poco dell’Associazione ma gli interessi economici (e non solo) che le girano intorno sono enormi: è ora di pretendere chiarezza

Passare dall’esaltazione della democrazia diretta al “meno so e meglio sto” è stato un attimo. Sta cominciando ad essere evidente, infatti, che far parte del MoVimento 5 Stelle è sempre più un atto di fede, dove c’è bisogno di porsi poche domande se non si vuole sentire la puzza di bruciato. E ce ne è tanta.

Un esempio? In un articolo apparso su Il Foglio a firma Luciano Capone si cerca di capire meglio cosa sia la piattaforma Rousseau e l’Associazione che la presiede. Ma è come cercare di uscire da un labirinto, dove le informazioni sono poche e frammentate e dove è davvero difficile trovare aiuto.

Contattati, i tre soci che la gestiscono non rispondono alle domande. O meglio Davide Casaleggio e Max Bugani scelgono il silenzio, mentre David Borrelli non sa rispondere. Ascoltato dal giornalista de Il Foglio ammette di essere un socio di facciata, non sapendo in realtà niente delle attività della Associazione.

Ma chi è David Borrelli? Ed è possibile che abbia accettato un incarico al buio? La notizia suona strana visto che Borrelli è il presidente dei grillini a Strasburgo. La sua figura non è secondaria, ha lavorato alacremente per traghettare M5S dal gruppo euroscettico del Parlamento europeo in quello liberale dell’Alde (progetto poi fallito). Non è uno sprovveduto e non è nemmeno il primo arrivato. Eppure le sue risposte al giornalista del quotidiano lo fanno sembrare proprio così.

Le informazione che abbiamo sull’Associazione Rousseau sono poche. Nata nel 2016 da un’idea di Casaleggio padre e figlio, si è ritrovata dopo la morte di Gianroberto ad avere un unico proprietario, Davide. In questa associazione lui è Presidente, Tesoriere e Amministratore unico. Gli altri soci (Bugani e Borrelli) hanno partecipato solo via skype all’approvazione del bilancio. Un bilancio che non è irrisorio e che è destinato ad essere sempre più consistente. Nel 2016 Rousseau ha chiuso con un disavanzo di 79676 euro, ricevendo circa 400mila euro di donazioni; “nessuno – scrive Capone – a parte Davide Casaleggio sa per cosa sono state spese le donazioni dei militanti e sopratutto a quali aziende o professionisti sono andati. Non lo sa uno dei tre soci di Rousseau come Borrelli, non lo sa nessuno del M5S”. Alla faccia della trasparenza.

Ma si prospetta un futuro molto roseo per l’associazione capeggiata da Casaleggio jr. Per la prima volta nella storia del M5S, la piattaforma Rousseau viene inserita nello statuto del MoVimento che la dichiara il portale ufficiale di parlamentari e e iscritti, prevedendo addirittura un versamento mensile per sostenerla finanziariamente. Capone fa due calcoli e scopre che se fossero confermati i 163 parlamentari 5 stelle , la “Rousseau tax” avrebbe un gettito di 50mila euro al mese, 600mila euro a l’anno, quasi 3 milioni nell’arco di una legislatura.

Possiamo ancora permettere che vengano diffuse informazioni così generiche da un soggetto che gestisce tanti soldi ed ha in mano i dati e i processi decisionali di una delle principali forze politiche del paese?

 

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