Ryanair sempre più fuori controllo. Il governo a testa bassa

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La compagnia low cost nell’occhio del ciclone dopo la lettera del capo del personale ai dipendenti

La prossima volta che comprerete un biglietto aereo, pensate alla vicenda Ryanair. Dopo quello che è venuto a galla su Amazon, ora i riflettori sono puntati sulla compagnia low cost irlandese e i suoi metodi decisamente ottocenteschi nei confronti dei lavoratori. Vere e proprie minacce, quelle che in una lettera il capo del personale Eddie Wilson ha fatto recapitare al personale di volo in vista dello sciopero del 15 dicembre. Chi aderirà, incorrerà in sanzioni come “La perdita di futuri aumenti in busta paga secondo l’accordo” oppure “trasferimenti o promozioni”.

“Tutti i piloti di Ryanair e l’equipaggio di cabina che sono in servizio devono presentarsi regolarmente venerdì 15 dicembre. In caso l’equipaggio non fosse in turno per il regolare servizio potrebbe verificarsi la perdita degli aumenti in busta paga e nessun trasferimento o promozione all’interno della base” si legge nella lettera indirizzata a “All Italian based Cabin Crew” che si conclude con “per favore continuate a lavorare secondo i vostri turni già previsti”.

“Siamo di fronte ad un dumping sociale inaccettabile e a condizioni di lavoro e di stress emotivo che, con il tempo, possono mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori”, è la denuncia dei dipendenti della compagnia irlandese.

Il garante degli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli minaccia di intervenire: “La dichiarazione dell’ad di Ryanair appare non conforme ai principi del nostro Ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale. Val la pena ricordare – prosegue in una nota – che, limitatamente ai servizi che la Compagnia irlandese svolge in Italia, l’Autorita’ di garanzia ha ritenuto l’applicabilita’ della legge 146/1990, riservandosi la possibilita’ di intervenire in caso di grave pregiudizio nei confronti degli utenti, a seguito di scioperi effettuati sul territorio nazionale. Non solo, la stessa Ryanair, in occasione di scioperi dei controllori di volo italiani richiede ad Enac (ed ottiene) la protezione dei propri voli monogiornalieri ‘da e per le isole’. Voglio rammentare, infine, che la legge 146 censura quei comportamenti aziendali che possano determinare l’insorgenza o l’aggravamento del conflitto”.

Quello che è successo “è indegno” secondo il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che aggiunge: “Non è il mio ambito di responsabilità” ma “ritengo si dovrebbe intervenire non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole”.

“Una cosa gravissima. Non si può intervenire in questa modalità”, ha commentato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Lo sciopero ”è un diritto garantito dalla Costituzione. Credo che tutte le autorità che hanno competenza da questo punto di vista devono fare la parte che a loro compete”, aggiunge Poletti. “A noi compete il controllo dell’applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro, per questa parte ce ne occuperemo noi”, per la parte amministrativa. Mentre, per quanto riguarda la parte penale, ci sono gli ispettori che “segnalano alla magistratura eventuali fenomeni di illegalità. Noi facciamo la parte amministrativa, la parte penale compete alla magistratura”.

Sulla vicenda si è mobilitato il Pd. Il parlamentare Michele Anzaldi propone di “togliere al vettore irlandese gli slot di cui è titolare in Italia e la redistribuzione alle altre compagnie”.

“Siamo al fianco dei lavoratori di Ryanair e difenderemo in ogni occasione i loro diritti compatibilmente con le salvaguardie per gli utenti del trasporto aereo – ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – È davvero inaccettabile questo approccio, ribadito ieri dai vertici della compagnia aerea irlandese in una missiva rivolta ai piloti, ad un lavoro “usa e getta” che utilizza come arma di pressione sui lavoratori il venire meno di garanzie costituzionali. Se ci sono delle regole universalmente riconosciute, tali devono rimanere e devono essere rispettate dai vettori del trasporto aereo nazionali ed internazionali che operano nel mercato italiano”.

E il gruppo Pd in Parlamento ha presentato un’interrogazione chiedendo al ministro del welfare “un intervento urgente per verificare quanto denunciato in questi giorni dai sindacati dei lavoratori della compagnia irlandese Ryanair”.

“Si fa sempre più necessaria – si legge nell’interrogazione – l’esigenza di fare chiarezza e sulle condizioni di lavoro e le modalità di retribuzione dei piloti. La gestione complessiva delle risorse umane appare condizionata sino all’estremo per produrre una riduzione dei costi del personale”. Poi per quanto riguarda l’Italia, evidenziano i parlamentari, c’è anche il problema “legato alla richiesta, fino ad ora disattesa, di poter essere assunto secondo le normative del nostro Paese e poter anche costituire una rappresentanza sindacale adeguata alle norme italiane”.

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