Saluti romani e violenza, i tassisti che piacciono a Raggi

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La sindaca in piazza benedice le manifestazioni: «Il Movimento sta con loro». Tentato assalto alla sede Pd, fermati due esponenti di Forza Nuova

Il centro di Roma paralizzato, lanci di oggetti contro la polizia e cariche in risposta. Saluti romani, bombe carta e un tentativo di assalto alla sede del Partito Democratico. È un bilancio da pelle d’oca quello della manifestazione nazionale dei tassisti e degli ambulanti che hanno sfilato ieri per la Capitale contro le norme contenute nel decreto Milleproroghe su cui il governo ha posto la fiducia che sarà votata oggi.

Tensioni e violenza che non hanno interessato più di tanto il Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo, che hanno soffiato sul fuoco per l’intera giornata schierandosi totalmente al fianco dei manifestanti. E a poco sono valsi anche i distinguo della serata quando ormai il caos e le immagini degli incidenti avevano fatto il giro d’Italia. La prima ad uscire allo scoperto, in mattinata, la sindaca di Roma Virginia Raggi che assieme all’assessora ai trasporti Linda Meleo ha incontrato una delegazione di tassiste sotto al Campidoglio.

«Siamo al loro fianco, no a riforme calate dall’alto», ha scritto via twitter la prima cittadina che ha criticato l’emendamento Lanzillotta che allunga di un anno il tempo che il ministero dei Trasporti ha per emanare un nuovo regolamento sul trasporto che dovrà affrontare la questione dei servizi di auto a noleggio con conducente (Ncc), Uber il caso più noto, che i tassisti accusano di concorrenza sleale.

«L’emendamento – ha spiegato Raggi – causerebbe effetti negativi sul trasporto pubblico non di linea perché porterebbe a una vera e propria liberalizzazione dei noleggi con conducente, che non sarebbero più vincolati al rispetto della territorialità. La protesta sta privando tutti noi cittadini di un servizio fondamentale – ha concluso – per non parlare del fatto che i tassisti sono il nostro biglietto da visita per turisti e stranieri».

A stretto giro anche Beppe Grillo si è affrettato a cavalcare la protesta dei tassisti contro il governo rilanciando poi sul blog una nota della Commissione Trasporti M5S contro «la porcata del Pd». «I tassisti – ha commentato Grillo, ieri a Roma per alcuni incontri con Virginia Raggi – hanno pienamente ragione». Parole che sono piaciute anche all’ex sindaco Gianni Alemanno, uno che con i tassisti romani (che hanno sostenuto in massa Virginia Raggi alle ultime elezioni) ha sempre avuto un filo diretto. «Una scelta inevitabile e comprensibile» quella della sindaca secondo Alemanno, anche se denota «un tasso di strumentalità notevole visto che fino ad oggi il Movimento 5 Stelle non ha avuto particolarmente a cuore le battaglie dei tassisti. Una lotta che è stata più storicamente nostra, della destra sociale».

Ed infatti, mischiati in mezzo ai tassisti e agli ambulanti, ieri c’era anche un’ampia fetta della destra romana più radicale, estrema e violenta. Lo dimostrano i saluti romani ostentati sotto la sede del Partito Democratico quando uno dei mille rivoli della manifestazione ha provato ad assediare il Nazareno per protestare contro l’emendamento Lanzillotta. E lo dimostra sopratutto il fatto che due dei quattro fermati per gli incidenti con la polizia che cercava di sbarrare l’accesso alla sede del Pd o per le bombe carta lanciate in piazza Montecitorio (un’esplosione ha mandato in frantumi una delle vetrate circolari del palazzo settecentesco Macchi di Cellere) siano esponenti di Forza Nuova già noti alle cronache per azioni simili.

Fra loro anche il leader di “Roma ai Romani” Giuliano Castellino. «C’è stata forte tensione, perché le forze dell’ordine volevano impedirci di raggiungere la sede del Pd, ma non molliamo – minacciava ieri Alessio Costantini, responsabile romano di Forza Nuova – Siamo in prima linea per difendere i diritti del lavoratori italiani».

Durante i tafferugli sotto la sede del Pd quattro manifestanti e tre poliziotti sono rimasti leggermente feriti mentre un uomo incappucciato ha aggredito uno dei collaboratori della trasmissione Gazebo per impedirgli di filmare quanto stava avvenendo. Il quarto fermato, invece, sarebbe un ambulante che in alcune foto è ritratto con in mano un tirapugni. «Ma quello è un poliziotto e va arrestato», rilancia il leader di Forza Nuova Roberto Fiore.

Così la tensione è proseguita per tutta la giornata, sia sotto Montecitorio dove il Milleproroghe era in discussione, sia sotto il ministero dei trasporti dove alcune sigle sindacali hanno avuto un incontro con Graziano Delrio per cercare, inutilmente, una mediazione. E mentre le bombe carte continuavano ad esplodere in piazza di Montecitorio, la presidente della Camera Laura Boldrini ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per una situazione che è sembrata più volte sul punto di esplodere.

«Ho chiamato il responsabile dell’ordine pubblico a Roma – ha detto Boldrini – il diritto di manifestare è garantito a tutti dalla nostra Costituzione, ma deve essere esercitato nel rispetto di regole di sicurezza e di civile convivenza». Duro anche il commento della segretaria della Cgil Susanna Camusso. «Penso che una protesta che aveva una ragione, perché è indubbio che non possano esserci regole dispari nel servizio pubblico – le sue parole – stia trasformandosi in altro, prestandosi a strumentalizzazioni politiche. E questo non fa bene alla richiesta di regolazione. Quando le cose degenerano in forme e gesti violenti vanno comunque condannate». Cosa che in serata, dopo i blocchi stradali, il caos e le proteste dei romani ha fatto anche la sindaca Virginia Raggi. «Manifestare è un diritto, usare la forza è inaccettabile. Al fianco di chi protesta civilmente. Ferma condanna verso chi ricorre alla violenza», ha scritto via twitter. Troppo poco e sopratutto troppo tardi dopo le parole della mattinata.

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