Salva-risparmio: prende il via al Senato l’iter del decreto

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Intanto continua a tenere banco il dibattito, avviato da Patuelli, sulla pubblicazione dei nomi dei debitori insolventi delle banche salvate con i soldi pubblici

L’esame del decreto salva-risparmio che ha permesso il salvataggio del Monte dei Paschi entrerà nel vivo dei lavori parlamentari giovedì 12 gennaio. È la decisione di oggi dell’ufficio di presidenza della Commissione Finanze di Palazzo Madama, dove si è scelto di cominciare l’iter parlamentare – nonostante la maggioranza sia più solida a Montecitorio – proprio per ottenere una convergenza politica il più ampia possibile. Si punta a terminare l’esame in Commissione entro il 31 gennaio e già da giovedì inizierà un ciclo di audizioni che coinvolgerà il ministro Pier Carlo Padoan, per proseguire la prossima settimana con Bankitalia, Abi e Consob.

Il governo, presentando il decreto prima di Natale, ha già spiegato che i 20 miliardi messi sul piatto non incideranno sui saldi di bilancio e verranno coperti con l’emissione di nuovi Btp. Resta però da capire il reale fabbisogno dell’istituto di credito senese. Un nodo che dovrebbe essere sciolto nel fondamentale consiglio di amministrazione della banca previsto il prossimo 19 gennaio, nel quale si farà il punto sul suo piano industriale. E oggi il ministro Padoan ha ricevuto i vertici della Banca proprio per avviare con il management la definizione di un piano industriale condiviso.

Parallelamente continua a tenere banco il dibattito avviato dalla proposta del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che due giorni fa aveva chiesto – seppur a titolo personale – di conoscere i nomi dei debitori insolventi delle banche salvate con i soldi pubblici (compresa quindi Mps). Tema su cui è arrivata la rilevante l’apertura del sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta, che ha parlato di “un bel segnale di moralizzazione che va raccolto e approfondito”. Anche lo stesso Monte dei Paschi di Siena si dice pronto a pubblicare la lista dei principali debitori insolventi della banca. E un via libera sarebbe emerso anche durante una riunione di ieri tra il premier Paolo Gentiloni, la ministra Anna Finocchiaro, la sottosegretaria Maria Elena Boschi e i capigruppo del Pd di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda.

Per il momento la Commissione finanze di Palazzo Madama non ha discusso l’idea di rendere pubblica la cosiddetta ‘backlist, ma lo stesso Patuelli aveva prospettato l’idea di introdurre un emendamento al ‘SalvaRisparmio’ in discussione ora al Senato. A questo punto potrebbe portare lui stesso la proposta a palazzo Madama, martedì prossimo, nell’audizione che riguarderà l’Associazione dei bancari che rappresenterà nelle vesti di presidente. Anche se lo stesso esecutivo – anticipando così le opposizioni – potrebbe presentare al Senato un proprio emendamento. Un provvedimento attraverso il quale si potrebbero rendere pubblici non solo i nomi dei grandi debitori, ma anche i nomi di coloro che hanno autorizzato quei grandi prestiti risultati poi insolventi. Ieri è intervenuto sul tema il presidente dell’Autorità garante per la privacy, Antonello Soro, che di fatto ha dato un via libera alla proposta di Patuelli, sebbene abbia messo il paletto di non estendere la pratica a tutti i risparmiatori.

L’altro nodo Mps, sempre sul fronte parlamentare, riguarda la costituzione di una Commissione d’inchiesta. Al Senato sono stati presentati sull’argomento ben 13 disegni di legge e l’obiettivo della Commissione Finanze è presentare un testo base condiviso da tutti. Per questo oggi è stato calendarizzato l’avvio dei lavori per l’istituzione della Commissione d’inchiesta – il cui iter inizierà il 31 gennaio – che però indagherà sull’intero sistema bancario e non solo su Mps.

D’altra parte sarebbe questa la posizione più volte espressa dai dem e ribadita dal segretario, Matteo Renzi, durante gli incontri di questa mattina al Nazareno: non circoscrivere l’inchiesta soltanto su una banca, soprattutto per non discriminare i risparmiatori degli altri istituti. Anche il vicesegretario dem Lorenzo Guerini si è espresso in questa direzione: “Il Pd – ha spiegato in un’intervista – è favorevole a una commissione d’inchiesta sulle banche purché il lavoro venga affrontato in modo serio e rigoroso, non demagogico e strumentale”.

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