Radio Radicale, Crimi va avanti come un treno

Focus

Il sottosegretario all’editoria in commissione di Vigilanza: “Nessuna volontà di rinnovare la convenzione”. Il Pd: “Governo liberticida”

Cresce la preoccupazione per le sorti di Radio Radicale. La storica emittente è stata infatti oggetto oggi di un uno-due micidiale, con il sottosegretario all’editoria Vito Crimi che in commissione di Vigilanza ha affermato che il governo “non ha alcuna volontà di rinnovare la convenzione”, e la decisione del Senato di rinviare a dopo il voto per le Europee la discussione della mozione sulla situazione dell’emittente.

Una decisione che rischia di segnare il de profundis definitivo per la radio, dal momento che il 21 maggio scadrà la convenzione e né si vede una possibilità di proroga all’orizzonte, né è stata ancora bandita una gara.

Immediata la reazione di Emma Bonino, che su twitter ha scritto: “Il governo conferma la chiusura di Radio Radicale il 21 maggio, respingendo la proposta di proroga della convenzione. Una voce critica e libera viene spenta a pochi giorni dalle europee: una coincidenza temporale inquietante, perfettamente coerente con questi tempi cupi. Inaccettabile”.

Una posizione, quella di fatto assunta dal governo, duramente criticata dall’opposizione.

“Ancora una volta, in maniera sprezzante e falsamente burocratica, il sottosegretario Crimi chiude la porta in faccia al rinnovo della convenzione a Radio Radicale, modello di servizio pubblico non addomesticato, di fatto costringendola alla chiusura”, ha affermato il senatore dem Francesco Verducci.
Per Verducci “Crimi esprime perfettamente la visione liberticida di questo governo, che contro l’autonomia dell’informazione sta portando avanti una vera escalation”.

E il Pd ha protestato sulla questione anche a Palazzo Madama, con i senatori dem che hanno alzato un cartello con la scritta: “Salvate Radio Radicale” e il parlamentare Dario Stefano che ha preso la parola in dichiarazione di voto sul Dl Agricoltura, affermando: “Il rinvio a dopo il 26 maggio della discussione della mozione su radio radicale ed ancor più le dichiarazioni di Crimi che oggi alla stampa che ribadiscono il no al rinnovo della convenzione sono insopportabili, sono un attentato alla democrazia e alla libertà perché reiterano la censura alla libertà di informazione”.

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