Salvini a Bibbiano, il giorno dello sciacallo

Focus

Come al solito il ministro strumentalizza vicende drammatiche, provando a girarle a suo favore, per coprire i problemi del governo, della Lega e suoi personali

“Non avrò pace finché i colpevoli non saranno puniti”, “chi ha sbagliato sulle pelle dei bambini deve pagare doppio”, “togliere i bimbi a mamma e papà deve essere l’ultima cosa”. Parole pronunciate oggi a Bibbiano dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che, proprio nel giorno in cui il sindaco leghista di Apricena (Foggia) viene arrestato e in cui in Calabria impazza la guerra tra i clan, non trova niente di meglio da fare che andare a speculare su una vicenda drammatica su cui la magistratura deve fare assoluta chiarezza senza che la politica cerchi di strumentalizzare per mere logiche elettorali.

A differenza del suo ingenuo e impresentabile collega Luigi Di Maio, almeno il leader leghista ha almeno la decenza di affermare che “non sono qui per attaccare Renzi o Zingaretti” (grazie), ma la sostanza non cambia.

Raduna una piccola folla di fan e di persone legittimamente arrabbiate e preoccupate per ottenere applausi facili a favore di telecamere. E per mettere in atto la solita tecnica di distrazione di massa via social. Così da distogliere l’attenzione sui problemi degli amministratori leghisti, sullo stallo a cui il governo sta condannando il Paese e sulla vicenda della presunta tangente russa trattata per il suo partito dal suo amico fidato Gianluca Savoini, su cui continua a glissare.

Forse Salvini sta già pensando alla campagna elettorale per le regionali in Emilia-Romagna. Così come fece in Sardegna, promettendo di risolvere in poche ore la questione degli allevatori, che invece, a distanza di mesi stanno ancora aspettando risposte. O come sulla questione migranti, quando scatena un putiferio mediatico contro la comandante di una Ong che salva vite umane (tra cui diversi bambini), mentre gli sbarchi continuano, gli espatri latitano e l’Italia si tira fuori dal programma di ricollocamento che servirebbe a distribuire le responsabilità anche verso gli altri Paesi europei.

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