Salvini bugiardo e spergiuro, portiamo la questione in Parlamento

Focus

Il suo è ancora un partito secessionista, eppure ha giurato fedeltà alla Costituzione

Matteo Salvini è obiettivamente privato di senno e quindi etimologicamente “mentecatto”. Altrimenti dice bugie, parola di origine provenzale con ascendenze germaniche con significato di “inganno”. Se questo bauscia pensa di applicare il Vangelo attraverso i partiti europei nazionalisti reazionari convocati a Milano,
attraversati da un fetido odore di neo nazifascismo, è necessario spiegare agli italiani che ha bisogno di una camicia di forza. E baciare il rosario pubblicamente è veramente indice di un tentativo di comunicazione riservato a quell’universo di ignoranti, che purtroppo esiste, diviso tra buonafede e volgarità, che ritiene più salvifica la madonna di Pompei o quella di Fatima, secondo campanilismi, confondendo le presunte
apparizioni con una pluralità di madri del Cristo. Vero e proprio storico atteggiamento paganeggiante. E mettere in discussione Bergoglio, interprete autentico del tentativo di internazionalizzare i veri contenuti etici ed economici del cristianesimo, anche al di là della divinità in esso contenuta, sollecitando il bigottismo cattolico filofascista interpretato da papi a volte reazionari, lontani dal messaggio evangelico, oltre ad
essere vergognoso è demenziale.

Povero Salvini, giura di voler dare la propria vita per l’Italia dopo averla offesa con il suo pensiero, con le sue frasi, con le sue manifestazioni, con il partito Lega Nord per l’indipendenza della Padania del quale è ancora segretario e che ancora oggi ha uno statuto che prevede, stanco di ripeterlo, come unico obiettivo politico la costituzione di una fantomatica repubblica federale padana libera ed indipendente in Europa dividendo l’Italia in almeno due nazioni separate fra loro. E quindi il presunto capitano è spergiuro per vocazione. Così come quando ha giurato di difendere la Costituzione che uno dei suoi due partiti vuole cancellare, così come è spergiuro giurando di volerla applicare violandone, con decisioni fascistoidi, i contenuti giuridici e morali. E se il 30% dei votanti è d’accordo con lui, al di là delle nostre colpe oggettive, circa dieci milioni di italiani rappresentano lo zoccolo duro della reazione nel nostro paese al quale aggiungere quelli della fiammista tricolore Meloni per una percentuale complessiva di votanti, salvo discrepanze sondaggistiche, oscillante tra il 35% ed il 37%.

A questi numeri drammatici per la democrazia e la libertà in Europa si aggiungono quelli francesi e quelli di tutte le altre formazioni populsovraniste. Ed il continente europeo, se fatto da stati sovranisti, sarà preda delle quattro realtà che ci comprimono nei punti cardinali. Speriamo che almeno l’Europa occidentale lo comprenda e
realizzi gli stati uniti europei possibili che dovranno giocare un ruolo fondamentale nel Mediterraneo e nell’Atlantico senza tralasciare il resto del pianeta.

Compito del PD, vista la chiusura del Parlamento in corso, proprio in Parlamento, sarà quello di porre il problema dell’incompatibilità costituzionale tra l’ancora secessionista Salvini, con i suoi spergiuri, ed il suo ruolo di governo. E questo vale ovviamente per tutti gli ancora aderenti alla Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Altro discorso merita l’esile e leggiadro Di Maio. Dalla bravissima ed ironica Palombelli nazionale, al di là di non comprendere il tono complessivo dell’intervista, l’interessato continua a ripetere: “Io ho fatto, io sto studiando, io capo politico, destra e sinistra non esistono, noi ci mettiamo al centro, bisogna fare le cose, sono innamorato e appena posso dormo insieme alla mia fidanzata”, premettendo a tutto ciò che però quando può segue le indicazioni del suo parroco! Nel frattempo la Meloni ripete in televisione di aver ricevuto da Di Maio l’offerta di far parte del governo giallo- verde purché ne sostenesse la premiership: da steward al San Paolo alla presidenza del
Consiglio in poco più di cinque anni. Ma comunque è vice premier e pluriministro nonché sostenitore di impeachment per Mattarella! Vorrei sapere cosa potrà e cosa gli sarà consentito fare, dal mercato politico e/o dal mercato del lavoro, dopo il secondo o terzo mandato elettorale in quanto, essendo grillino, non potrà più stare in Parlamento. Purtroppo considerando attendibili le intenzioni di voto note la somma
Salvini-Meloni-Di Maio può superare il 60% di quelli che saranno i votanti. E quindi oltre venti milioni voti, cifra che mi lascia perplesso e giustificata in buona parte solo dalla disperazione di molti. Al PD il compito, strategico ed operativo, di recuperare la fiducia degli astenuti ed il voto democratico e tornato razionale dei Cinque Stelle attraverso l’utilizzo dei numeri di questo Parlamento per evitare governi di centro destra e nomine presidenziali destrorse alla fine del 2021.

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