Salvini ministro del caos aizza la piazza dell’odio

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Sovranisti ricompattati, razzisti rassicurati e fascisti acquisiti: ma le promesse elettorali ben lontane da essere realizzate

Non è un periodo facile per Matteo Salvini. Tra i rapporti con l’alleato Di Maio sempre più tesi e la manovra che stenta a decollare e che è anni luce dalle promesse della campagna elettorale, l’umore del leader leghista è sempre più nero (colore che non sembra dispiacergli). Ieri su Fb e polemizzando con il pm Spataro ha chiaramente sbroccato. Così in questo momento di difficoltà punta sui suoi cavalli di battaglia: immigrati, e su una grande manifestazione di piazza. I sondaggi dimostrano che il suo gradimento è ancora alto e quindi fare una bella dimostrazione di forza non dovrebbe essere difficile.

La manifestazione dell’8 dicembre

Anche perché in quella piazza saranno presenti tutti i sovranisti italiani, anche se non in vaste ufficiale. Il leader leghista, insieme ai suoi strateghi della comunicazione, ha deciso di lanciare una campagna in negativo. Il lui non ci sarà rivolto a vari personaggi, additati come nemici del popolo, ha suscitato molte polemiche, ma allo stesso punto ha raccolto adesioni nei seguaci del leghista. E poi ci sono i sostenitori più neri che mai, ogni giorno fascisti di ieri e di oggi si affollano a battergli le mani. Ultimo in ordine di tempo a fare il tifo è Björn Höcke, leader dell’Afd, che eleva il capo leghista ad esempio. Nei giorni scorsi era stato addirittura il vecchio Franco Freda, nazista “ideologico” nonché fondatore di quell’Ordine nuovo che seminò il terrore nell’Italia degli anni Settanta, e elogiarlo.

Salvini e l’evergreen immigrazione

Ma il vero cavallo di battaglia del ministro dell’Interno, la sua canzone evergreen  resta quella dell’immigrazione.Ogni qual volta è in difficoltà Salvini sposta l’attenzione sul tema e prova a conquistare ulteriore consenso. E’ questo che avrà pensato mentre faceva un tweet per annunciare l’arresto di “15 mafiosi nigeriani” ad operazione in corso. Annuncio che ha compromesso l’operazione e fatto andare su tutte le furie il procuratore Spataro, ma per Salvini l’accusa del procuratore è solo perché “non gli sto simpatico”. Ed è questo che avrà pensato quando ha aperto un nuovo contenzioso con l’Europa minacciando lo stop alla missione Sophia “se non cambieranno le regole d’ingaggio”.

Dunque sovranisti ricompattati, razzisti rassicurati e fascisti acquisiti: ma le promesse elettorali ben lontane da essere realizzate. Prima o poi Salvini dovrà rispondere di questo e allora non basteranno più tweet contro i nemici politici, annunci di fermare gli sbarchi. E chissà se il giorno della verità non sia poi così lontano.

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