Salvini e Di Maio più vicini. Ma l’ostacolo si chiama Berlusconi

Focus

Sulle alleanze: “Tranne il Pd tutto è possibile”. Ma il Cavaliere propone il contrario: mai con i Cinquestelle e sì a un governo di centrodestra con l’appoggio esterno dei dem

L’impressione, seguendo la logica (ma anche la lettera) di Matteo Salvini, è che fosse per lui l’accordo di governo con Di Maio sarebbe cosa fatta. “L’importante sono i programmi, non i nomi” ha risposto al giornalista che gli chiedeva se sarebbe disponibile a sostenere Di Maio premier.

Nella conferenza stampa alla stampa estera Salvini ha fatto mostra di essere già un politico alla vecchia maniera: ambiguo sui passaggi cruciali, di buon senso sulle cose meno importanti, decisionista su quelle ovvie. Chiarissimo però su un punto: “Esclusa una collaborazione con il Pd tutto il resto è possibile”. 

E dunque. Scartando il Pd e tutte le formule che includano il Pd, non c’è da scomodare Sherlock Holmes per intuire quali sia la soluzione del rebus: l’intesa con il M5s.

Sul programma economico, le solite cose: “Permetterà di far scendere il debito pubblico italiano, dal 2017 al 2022, dal 131% al 119% del Pil. Lo stesso Pil avrebbe un incremento reale che passerà dall’1,5% al 2,5%. E l’obbiettivo della Lega sarà la piena occupazione e far tornare a nascere i bambini”. Le tasse scenderanno gradualmente al 15%. Il libro dei sogni. In realtà è tutto da scrivere: e una mediazione con Di Maio – a leggere le indiscrezioni su un reddito di cittadinanza light – si può trovare.

Finora non ci sono stati contatti, ha assicurato. Ma è questione di ore: “Oggi chiamo Di Maio, spero abbia il cellulare acceso”. Certo – ha assicurato – non per parlare di governo ma di presidenze delle Camere, infatti telefonerà anche a Martina e Grasso.

Il grande ostacolo a questa operazione si chiama Silvio Berlusconi.

Già ieri sera a palazzo Grazioli l’ex Cavaliere non ha usato giri di parole per fare capire a Salvini e Meloni che “i patti” non prevedevano certo intese con quei Cinquestelle additate dall’anziano leader in campagna elettorale di Forza Italia come il male assoluto, “una setta di gente che non ha mai lavorato”. L’ipotesi di Berlusconi è un’altra ed è esattamente il contrario di quella di Salvini: un governo di centrodestra con il sostegno sui singoli temi da parte del Pd. E sui Cinquestelle dichiara: “Ho aperto la porta per cacciarli via”. Semmai, avrebbe detto scherzando, “cerchiamo di convincere il maggior numero possibile di parlamentari cinque stelle a venire con noi”.

Poiché Salvini ha chiarito oggi che la Lega non farà intese da sola, come farà a superare il veto di Berlusconi? Sempre ammesso che l’ex Cavaliere non si produca nell’ennesima giravolta: “tutto è possibile”, no?

Vedi anche

Altri articoli