Di Maio fa il copia incolla di Gentiloni, Salvini vuole isolare l’Italia

Focus

I due vincitori (virtuali) delle elezioni del 4 marzo obbligati a misurarsi con la crisi siriana. Nonostante del governo non si veda ancora l’ombra

Del governo tra centrodestra e Cinque Stelle ancora non si vede l’ombra, eppure Luigi Di Maio e Matteo Salvini, anche solo nelle vesti di candidati premier e di vincitori (virtuali) delle ultime elezioni, sono chiamati a misurarsi con la crisi siriana, che questa notte ha portato all’attacco missilistico coordinato da Stati Uniti, Francia e Regno Unito nei confronti del regime di Bashar al-Assad.

Salvini critica Trump e conferma totale fedeltà a Putin

Il primo a parlare è stato Salvini, che con un tweet ha pesantemente criticato l’azione militare. “Stiamo ancora cercando le ‘armi chimiche’ di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi ‘missili intelligenti’, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi“. Una dichiarazione pienamente in linea con le ultime uscite del leader della Lega, che ha definito Trump “un problema” (dopo essere volato a Washington in campagna elettorale solo per farsi un selfie con lui) e confermato la sua ormai incrollabile fedeltà nell’idolo politico Vladimir Putin.

Nonostante abbia poi specificato di aver apprezzato “la decisione di Gentiloni di non concedere le basi militari italiane”, le frasi di Salvini sono state criticate da Silvio Berlusconi (“ogni tanto è meglio tacere”) e dal Partito Democratico. “Sulla situazione siriana – dice il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini – ci deve essere il pieno sostegno di tutti all’azione del governo. Così come deve essere chiaro a tutti che non è ovviamente in discussione la collocazione internazionale dell’Italia. Chi, come Salvini, si propone di formare un possibile governo e di guidarlo non può sostenere posizioni che possono danneggiare gli interessi nazionali nel mettere in discussione una storica scelta strategica”.

Di Maio usa le stesse parole di Gentiloni

Chi invece condivide pienamente la posizione già espressa da Gentiloni è Luigi Di Maio, che invece si prende qualche ora prima di commentare l’accaduto. “Siamo preoccupati per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali di assistenza umanitaria. L’uso di armi chimiche è intollerabile ma mi auguro che l’attacco di oggi resti un’azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l’inizio di una nuova escalation”. E ancora: “Restiamo al fianco dei nostri alleati, soprattutto perché in questa fase delicatissima credo che l’Ue debba avere la forza di farsi vedere compatta e unita, anche nell’invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno in Siria affinché si accertino le responsabilità sull’uso di armi chimiche da parte Di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio Di Sicurezza dell’Onu si mostri coeso”.

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