Il ridicolo e pericoloso balletto di Salvini e Di Maio sulle pensioni

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Il Pd ritiene giusta la richiesta del sindacato dei pensionati di riaprire il tavolo di confronto e si batterà per interventi di equità e di giustizia sociale contro ogni discriminazione populista

Gli anziani e i pensionati sanno bene quali sono le priorità di oggi, per affrontare le condizioni in cui si trovano tante famiglie e tante persone. Sono la povertà e il lavoro. La povertà che non arretra e il lavoro per i tanti giovani che meritano un futuro sereno.
Il PD punta allo sviluppo per uscire dalla crisi con più occupazione. Il PD ha creato tanti nuovi posti di lavoro, che l’attuale governo sta distruggendo con le norme dal titolo intrigante e offensivo “Decreto dignità”. Il PD ha proposto interventi sul sistema fiscale affinché chi guadagna di più paghi di più e non la folle idea della flat tax a favore dei ricchi. Il PD non ritiene opportuno cancellare tutta la riforma Monti- Fornero, ma propone modifiche affinché si possa avere una pensione con una concreta azione di garanzia per i giovani, il riconoscimento del lavoro di cura in particolare per le donne, estendere l’opzione donna ad una platea più ampia in termini volontaristici. Il PD ha sempre sostenuto, utilizzando l’ape social, che occorre riconoscere la diversità dei lavori gravosi ed usuranti. Il PD sa che per un corretto bilancio dell’Inps occorre separare la previdenza dall’assistenza. Il PD, con il suo ministro del lavoro nel precedente governo ha aperto un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, raggiungendo un primo accordo sull’estensione della no-Tax-area ai pensionati per la soglia di esenzione passata da 7500 € all’anno a 8124.
Può sembrare poco, ma non è così. Anzi è stato utile economicamente e soprattutto si è risolto un problema di dignità verso molti anziani. La nuova 14ª ai pensionati, ha visto l’estensione della platea dei beneficiari. Un ulteriore passo avanti verso le richieste che i sindacati chiedevano dal 2011.
L’impegno era di continuare il confronto per raggiungere ulteriori accordi, in particolare sulla tutela del potere d’acquisto delle pensioni soprattutto a partire da quelle medio-basse. Le proposte contenute nel  “contratto” del governo Conte (o meglio Salvini-Di Maio), sono generiche e populiste e le ipotesi di intervento (compresa la quota 100) sono, se applicate, dannose per milioni di pensionati e pensionate, quegli ex lavoratori e lavoratrici che hanno lavorato e versato regolarmente i contributi nel rispetto della legislazione in atto.
Assistiamo ogni giorno a proposte di intervento che preoccupano e allarmano tante persone che sono già in pensione o che attendono di poter completare la loro vita lavorativa. Assistiamo a balletti ridicoli del tipo “oggi qui , domani la, dopodomani chissà”. Se Di Maio avanza una idea, Salvini la modifica e viceversa.
Si parla di diritti acquisiti da smantellare, di privilegi da abolire, di tasse da modificare per premiare i redditi più alti, mentre lavoro e povertà non rientrano nelle loro priorità, perché troppo impegnati a  chiudere porti e frontiere per respingere gli immigrati in quanto considerati i veri responsabili dei gravi problemi che ha sia il nostro paese che tutta Europa. Mentre placano la pancia di chi urla contro il diverso, mandano avanti progetti inaccettabili sulle pensioni.
Il PD non intende difendere nessun illegale trattamento o inspiegabile privilegio ma non accetta che si faccia di tutte le erbe un unico fascio e soprattutto non si può far ricadere su chi non ha responsabilità di errori legislativi che non hanno commesso. Bene quindi hanno fatto le tre organizzazioni sindacali dei pensionati ad assumere una precisa e unitaria posizione in risposta all’atteggiamento del governo: “Le pensioni non si toccano, e il governo farebbe bene fermarsi prima di fare degli errori e aprire un confronto serio e di merito con il sindacato”. Tutte le ipotesi messe in campo, hanno un solo obiettivo: mettere le mani nelle tasche dei pensionati, chiedendo a chi ha lavorato una vita sacrifici e solo sacrifici. Sarebbe un clamoroso passo indietro, dopo che con il ministro Poletti del passato governo, si sono raggiunti dignitosi riconoscimenti per tantissimi anziani, a partire dalla estensione e rafforzamento della 14ª.
I pensionati hanno sempre fatto sacrifici per i loro figli e nipoti e proprio per questo chiedono che le priorità siano il lavoro e la redistribuzione della ricchezza e non certo la Flat-Tax. Il PD ritiene giusta la richiesta del sindacato dei pensionati di riaprire il tavolo di confronto, e si batterà in parlamento e nella commissione lavoro, per interventi di equità e di giustizia sociale e contro ogni discriminazione populista.

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