Salvini a gamba tesa sui vaccini. L’ira dei presidi

Focus

Salvini scrive a Giulia Grillo per chiedere un decreto che ammetta in classe i bimbi non vaccinati. I presidi e Lorenzi: “Pensi agli immunidepressi”

Prove generali da primo ministro (nel qual caso a Conte dovrebbero già fischiare le orecchie), o una clamorosa strizzata d’occhio al popolo grillino (e a Di Maio) nel giorno della fronda dei 30 M5S alla Camera sulla legittima difesa.

Quale che sia la ratio dell’ultima trovata del ministro dell’Interno, ciò su cui non possono esserci dubbi è piuttosto la gravità di un’uscita che è insieme uno schiaffo a migliaia di famiglie e un’entrata a gamba tesa in una materia che non ha nulla a che fare col Viminale.

In che altro modo, se non così, si può definire la lettera scritta oggi da Salvini al ministro della Salute Giulia Grillo, con la quale chiede l’adozione di un decreto legge per consentire la permanenza scolastica ai bambini non vaccinati delle scuole di infanzia 0-6 anni?

Un’uscita francamente inspiegabile, se non con la lente del  calcolo politico, quella del leader leghista; che però, mentre chiede di “evitare traumi ai più piccoli”, mostra di non fare i conti con i tanti bambini immunodepressi (e per questo non vaccinabili), che rimarrebbero le sole vere vittime di un provvedimento del genere, se davvero dovesse vedere la luce.

“Salvini invece che evitare traumi pensi a come garantire la sicurezza dei bambini immunodepressi che non possono andare a scuola”, è stato il commento dell’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, “e a come verrà garantita la salute per quei bambini che i genitori non vogliono vaccinare mettendone a rischio la salute”.

Anche il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha mostrato preoccpuazione. “Giusta la preoccupazione di non traumatizzare i bambini – ha detto – ma si continua a non tenere conto dei bimbi più fragili, la cui vita sarebbe a rischio se consentissimo ai non vaccinati per motivi ideologici di frequentare la stessa scuola. Non ci possono essere bambini di serie A e di serie B. C’è un tema di salute pubblica per cui non possiamo essere d’accordo”.

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