Prima di tutto, bloccare Salvini

Focus

La Lega mantiene il suo profilo anticostituzionale

Sergio Mattarella ha chiarito con gentilezza che è il custode della carta Costituzionale. Ha ricordato l’eccezionalità del momento nei rapporti con l’UE e quindi la necessità di non ricorrere all’esercizio provvisorio. Ha detto alla maggioranza che, da ora in poi, le ipotesi legislative avranno bisogno della discussione parlamentare.

Ha declinato i compiti di una politica decisamente progressista e solidale che miri alla riduzione della forbice ricchezza povertà e quindi alla giustizia sociale. Ha condiviso le riflessioni di Papa Francesco sull’obbligazione dell’umanizzazione della politica e quindi dei suoi comportamenti e delle sue azioni. Del resto è bene ricordare a chi lo dimentica spesso che la ricchezza di un Paese è complessivamente “sociale”.
Principio valido sia per i socialdemocratici che per i cristiano sociali ed espressamente chiarito in un articolo di La Civiltà Cattolica di tanti anni fa. Quindi Salvini eviti di “paganizzare” una religione libertaria e progressista come il Cristianesimo con l’uso di simboli quali la paternità, il rosario, il crocifisso ecc., così cadendo nel ridicolo e dimenticando il diritto per le genti alla libertà, all’uguaglianza ed alla solidarietà che
è il vero messaggio cristiano, universale e rivoluzionario.

Che poi un anonimo giornalista, vice di Belpietro, dalla Gruber definisca retorici i discorsi di Papa Francesco, esalti la coerenza politica di Salvini e ne giustifichi i cambiamenti di opinione, è l’immagine dello squallore che ci circonda. Se forze autenticamente democratiche sono rimaste in questo paese bisogna seguire le indicazioni presidenziali creando un’opposizione razionale, di qualità. Solo così la sinistra o il cosiddetto centro sinistra potranno recuperare il terreno perduto ed abbattere questo muro dell’incultura e della confusione dilagante che rappresenta il
governo gialloverde. Invece, nel frattempo, abbiamo “bagarrato “in Parlamento, ci accingiamo a farlo nelle piazze dimenticando l’errore dell’articolo V ed i nostri voti di fiducia, e supportiamo sindaci confusi senza visione strategica. Che il decreto sicurezza sia discutibile è giustamente opinabile: si chiedano pareri, si invochi la Carta Costituzionale, ci si rivolga alla magistratura ordinaria nei termini consentiti dalla legge, ma non applicare le norme è profondamente sciocco. Salvini, energumeno più che mai, ha subito investito della responsabilità la firma presidenziale. Reazione scontata, ed ha guadagnato terreno tirandosi dietro il pastrocchio Berlusconi-Meloni.

Và a spiegare ai populqualunquisti che Mattarella ha firmato dopo aver fatto controllare al suo staff, che è di grande qualità, il decreto sicurezza. Ed è stato ritenuto che lo stesso non contesse eccessivi profili di incostituzionalità. E comunque sul decreto sicurezza bisognava giocare d’anticipo, ma anche noi siamo preda della confusione. Il Pd, quello che resta di LeU, Europa +, e la pattuglia dell’altra sinistra che però vorrei capire cosa vuole, facciano propria l’interrogazione parlamentare
del deputato LeU Federico Conte alla quale il Senatore Salvini non risponde da mesi perché non sa cosa dire. Da un’indagine odierna su internet, verificabile, si evince l’esistenza di un partito politico Lega nord per l’indipendenza della Padania con segretario Matteo Salvini e presidente a vita Umberto Bossi, produttore di uno statuto che ha come obiettivo all’articolo uno la secessione della fantomatiche nazioni
padane dalla Repubblica Italiana per fondarne un’altra definita repubblica federale padana libera ed indipendente. Altresì si nota che completa la dicitura la scritta “Lega Salvini Premier”. Queste realtà non ci risultano, a quest’ora, cancellate, né poste in liquidazione. Poi su facebook c’è una pagina Lega Salvini Premier con una serie di post, informazioni con numeri di telefono ed indirizzo email che rimanda al sito
Salvini Premier ma non c’è niente che annulli il contenuto dello statuto leghista del 2015.

Dulcis in fundo arriviamo al sito della Gazzetta Ufficiale nel quale compare in data 14.12.2017 lo Statuto di questa formazione “Lega Salvini Premier” che all’articolo 1 parla di trasformazione della Repubblica italiana in Stato Federale. Statuto da approvare o approvato non si sa. Quindi Salvini risulta, salvo errori e omissioni,
segretario di un partito statutariamente secessionista e segretario di un altro che prevede in sostanza gli “Stati uniti d’Italia”. Cosa ha pensato quando giurava sulla Costituzione italiana come vice premier e ministro degli interni lo sa solo lui. Secessionista o federalista? E se ha giurato prima dell’approvazione del
nuovo statuto non può che aver formalmente giurato fraudolentemente poiché ancora segretario di un partito secessionista non sciolto. Ma del resto in questo paese è stato consentito ai suoi predecessori di giurare sulla Costituzione, a mio avviso non potendo essendo secessionisti dichiarati che a Pontida urlavano “Padania libera”. Per lo meno Salvini ha buttato giù un nuovo statuto, da verificare, che però nella testa dei
leghisti duri e puri rappresenta una “pre-secessione” che si spera di realizzare attraverso le autonomie regionali. E questo plurisegretario, dirigente importante del partito, può non sapere come è stata possibile la sparizione di 49 milioni di euro pubblici destinati alle necessità personali dei leghisti e non alla attività
politica. 49 milioni che ad un partito secessionista mirante a dividere giuridicamente in due il paese, non dovevano essere assolutamente corrisposti perché destinati ad un’attività sovversiva ed anticostituzionale.

Ma in questo paese siamo capaci di tutto e di più e questa pagliacciata, lo scrivo da 20 anni, dura da quando è stata fondata la Lega. Ed ha reso ridicola anche la sinistra che non si è mai opposta a tale volgarità che andava cancellata. I leghisti, liberi di associarsi e non penalmente perseguibili senza violazioni delle leggi
vigenti, che spesso hanno oltraggiato da ministri del governo, avrebbero dovuto fare la fine dei due partiti monarchici, altra eccezione anacronistica italica: essere in Parlamento perché loro consentito in quanto espressione di un voto, ma mai poter partecipare al governo del Paese avendo come obiettivo la violazione
dell’articolo 5, immodificabile, della Costituzione italiana. Parlare di ridicolo, in tutta questa vicenda, è naturale in quanto bisogna prendere atto che abbiamo, nel 94, nel 2001 e nel 2008, consegnato le chiavi del governo a chi voleva distruggere il nostro paese e sembra che nessuno se ne sia mai reso conto. Una roba incredibile che non riuscirò mai a capire.

Federico Conte ha chiesto a Salvini di fare chiarezza. Trattasi
di un diritto-dovere per acclarare definitivamente l’illegittimità leghista bossiana e dei suoi seguaci, tra i quali per 20 anni Salvini, il suo eventuale superamento definitivo e, purtroppo, la disattenzione, l’inerzia e l’inefficacia della sinistra e dei governi di centro sinistra. I quali avrebbero dovuto porre e risolvere il problema della succitata illegittimità. Questo atteggiamento lassista ha fatto sì che oggi gli eredi di Bossi
nelle intenzioni di voto sembrano superare il 30%, partendo dal 6% delle europee del 2014 e dal 17% delle politiche del 2018. Al di là della claque populqualunquista che lo sostiene, Salvini, più che mai bauscia celodurista, è oggi portatore di interessi internazionali e regionali che possono diventare cancerogeni per il nostro paese e per la visione europeistica. Non prenderne atto e non bloccarlo con tutte le forze possibili ci farebbe diventare complici di un progetto violento di inciviltà socioeconomica.

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