“Salvini vota con noi”. L’appello dei dem per non fermare la Tav

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I parlamentari Pd presentano una mozione per impegnare il governo a proseguire con i lavori della Tav: cosa farà la Lega, la firmerà?

Dopo la piazza gremita di Torino che ha voluto gridare (compostamente) che c’è bisogno di infrastrutture nel nostro Paese, i democratici non si rassegnano ad una decrescita infelice. E oggi sui social e sulla stampa arriva la provocazione (ma neanche tanto ) a Matteo Salvini che, in quel nord produttivo, si è sempre rispecchiato. La questione riguarda soprattutto la Tav: il governo è diviso fra i 5 stelle che la vorrebbero bloccare e la Lega che è a favore del proseguimento dei lavori.

“Su questo dobbiamo essere molto netti”, dice Paolo Gentiloni in un’intervista a La Stampa. “Io apprezzo la proposta di referendum del presidente Chiamparino, perché ha messo a nudo le contraddizioni del governo. Ma la Tav sta andando avanti, sono stati già spesi dei miliardi e, per cancellarla, il governo dovrebbe prendere una decisione in quel senso. Ma è del tutto evidente che in Parlamento non c’è una maggioranza per farlo. Punto”. E infatti la Lega va in piazza e la testa torna ai tempi di Rifondazione comunista che organizzava cortei contro il governo Prodi di cui faceva parte. Salvini come Bertinotti: “Per confermare la Tav in questo Parlamento c’è un’ampia maggioranza, grazie ai voti del Pd, di Forza Italia, della Lega e di altri. Per quante acrobazie propagandistiche possa fare Salvini, andare in piazza o cavarsela con un referendum, mi sembrano atteggiamenti al limite della presa in giro. Degli elettori, in particolare di quelli del Nord”.

E allora una soluzione c’è, dicono i democratici: votare la mozione a firma Pd che si impegna a proseguire i lavori. Basta che Matteo Salvini la firmi.

Una mozione che verrà presentata oggi a Palazzo Madama dal senatore Pd Mauro Laus che, su Twitter, scrive: “Finché il Parlamento esiste usiamolo”, aggiungendo che la mozione “impegna il Governo a procedere con il Tav. Le dichiarazioni della Lega in piazza si traducano in atti concreti in Aula. Siamo pagati per questo”. Infine, rivolto a Salvini: “I referendum si fanno prima di un’opera”.

E il capogruppo dem al Senato, Andea Marcucci, esplicita quale è l’intento dei democrat sottolineando: “Il Pd chiederà l’immediata calendarizzazione della mozione del collega Mauro Laus a favore del Tav. La Lega avrà la concreta possibilità di smarcarsi dalla posizione suicida del M5s. In Parlamento abbiamo i voti per consentire la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione. Salvini si decida”. Interviene anche Maurizio Martina: “Sulla Tav basta ambiguità nel governo. La Lega la vuole? Passi ai fatti e voti la mozione Pd presentata al Senato. Diversamente è la solita presa in giro di Salvini”. A fargli eco anche Antonio Misiani, parlamentare Pd, capogruppo in commissione Bilancio: “Sulla Tav la Lega va in piazza a Torino e si arrampica sugli specchi a Roma. Sono sempre i numeri uno nel gioco delle tre carte. In attesa del referendum, hanno un’occasione per fare chiarezza votare a favore della mozione del Pd al Senato. Idem i grillini, alleati della Lega: fino a ieri erano i pasdaran della democrazia diretta, oggi sono terrorizzati dal referendum sulla Tav. Bisogna capirli: lo perderebbero anche se lo facessero sulla piattaforma Rousseau”. Della stessa opinione anche Simona Malpezzi, vice presidente del Gruppo PD A Palazzo Madama:  “Salvini invece di andare in piazza a protestare contro il tuo stesso governo perché non voti la mozione #SiTav al Senato? È già scritta, vi abbiamo aiutato noi: è a prima firma Mauro Laus. O siete solo chiacchiere (senza neppure il distintivo)?”.

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