La Lega all’attacco della scuola. Avanti con la petizione online del Pd

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Zingaretti denuncia la grave ingerenza: “La Prof sospesa torni subito a lavoro”

“Fatemi capire. In Italia Casa Pound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un’insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal Governo Lega – 5Stelle. Ma siamo pazzi? Questa insegnante deve tornare subito al suo lavoro”. Così su Facebook il segretario Pd Nicola Zingaretti urla a gran voce il suo dissenso. Lo stesso che milioni di cittadini, increduli, stanno denunciando.

Lo sappiamo, nel nostro Paese con questo Governo, sempre più spesso esistono due pesi e due misure. Giustizialisti quando fa comodo, moderati quando fa comodo, rivoluzionari quando fa comodo. Ma democratici, no, non lo possiamo accettare. Quello lo dobbiamo essere sempre se vogliamo rispettare i dettami della nostra Costituzione e vivere in uno stato di diritto.

E così la sospensione di due settimane di una prof di Palermo, una docente rispettata e con esperienza, appare davvero come una decisione immotivata e sproporzionata. La si accusa di non aver vigilato sui suoi studenti, o meglio di non aver ‘vigilato’ sulle idee dei propri studenti. Ma non è questo il ruolo di una brava insegnante? Rendere autonomi e liberi i propri alunni: fornirgli gli strumenti per interpretare la realtà che li circonda? I ragazzi sarebbero colpevoli di aver presentato nella Giornata della memoria dello scorso 27 gennaio, una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Da qui la denuncia di una sottosegretaria leghista ai Beni culturali, Lucia Borgonzoni, la visita ispettiva del Ministero e la sospensione che ferisce un’insegnante nella sua professionalità (oltre che nello stipendio).

Ecco il video incriminato, postato dall’ex presidente del Senato Pietro Grasso sul suo profilo Facebook.

I ragazzi, curiosi e intelligenti, hanno centrato il punto quando, in chiusura del video, si sono chiesti: “Cosa significa celebrare un Giorno della Memoria?”. La loro risposta è da manuale: “Significa impegnarsi per protestare contro quello che accade oggi, e non lasciarsi manipolare da una politica nazionalista e xenofoba che rischia di ripetere gli errori di allora.” Non è questo il senso profondo di quella celebrazione: non abbassare la guardia perché ciò che è successo potrebbe ripetersi?

“Quanto accaduto lo considero la più grande amarezza e la più grande ferita della mia vita professionale – dichiara la prof Rosa Maria Dell’Aria – Quel lavoro non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio. Gli stessi ragazzi e i colleghi hanno inviato lettere all’Ufficio scolastico regionale per evidenziare la mia imparzialità e la mia integrità e semmai la mia totale dedizione al lavoro”.

Siamo tutti profondamente dispiaciuti per quanto accaduto e solidali con la nostra professoressa. Nessuno di noi era stato obbligato a partecipare a quel progetto, le immagini inserite nel lavoro in power point non sono state scelte dalla professoressa che ci ha dato solo una mano nella sistemazione del testo sotto il profilo linguistico” ha dichiarato uno studente, di 16 anni.

Di cosa hanno davvero paura Salvini & Co.?

La petizione del Pd

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