Chi vota Salvini non ha capito la gravità della situazione

Focus

Il Pd deve muoversi innanzi tutto per impedire un governo Salvini-Meloni

Che la problematica russa abbia una sua rilevanza estetica non v’è dubbio, che le giustificazioni del bauscia Salvini – che si definisce perseguitato – siano ridicole, e quindi bugie, origine etimologica dell’aggettivo milanese usato, anche se fanno presa su di uno spessore culturale elementare, ed entrambe sono un dato di fatto. Lasciamo che la magistratura faccia il suo corso e poi giudicheremo in funzione delle leggi esistenti sul finanziamento occulto dei partiti.

Che i contributi economici esteri ai partiti politici italiani siamo stati anch’essi un altro dato di fatto è ovviamente noto ai più. E il Partito Comunista Italiano ha incominciato nel ‘21 a prendere quattrini dai sovietici. Noi socialisti li abbiamo presi dal dopoguerra al ‘56 per poi affidarci a “soluzioni privatistiche” e agli spiccioli che restavano dalle cooperative rosse per noi e per gli altri partiti della sinistra storica. La Democrazia Cristiana era il braccio armato dell’America nel nostro paese, e quindi è tutto ovvio, ed i partiti che collaboravano con essa fin dal ‘48, prima e dopo il centro-sinistra, erano anch’essi, ritengo, sovvenzionati “atlanticamente”. Del resto la scissione socialista e la nascita del PSIUP si racconta siano state organizzate economicamente in maniera occidentale per indebolire il Partito Socialista Italiano nel centro-sinistra di allora. E pensare ad un Partito Comunista Italiano che andava al governo in maniera democratica con Moro era inconcepibile per i falchi americani tutori dell’alleanza atlantica e per i falchi sovietici sovvenzionatori del partito e tutori del cosiddetto blocco comunista: il mondo era diviso in due e quindi Moro era un problema. È un’ipotesi che dal mio punto di vista è tesi. E non dimentichiamo che Berlinguer in questo compromesso storico pensava anche ai socialisti italiani e quindi ad un quadro democratico resistenziale che avrebbe segnato ovviamente il distacco dall’Urss perché non si poteva governare un paese di chiara e scritta osservanza atlantica con l’obiettivo di trasferirlo in un’altra orbita. Del resto, il PCI aveva progressivamente capito che il sovietismo in Italia faceva ridere, al di là della sua impossibilità geografica ed elettorale, annaspava con ipotesi divertenti di eurocomunismo ma, a mio avviso, il legame con Mosca restava solido solo per motivi economici e per una certa parte di elettorato. Quindi gli interventi esterni per modificare la nostra storia, ieri e oggi, al di delle affermazioni di un camorrista come Cutolo, sono evidenti.

Il PD deve dimostrare tecnicamente e politicamente che le idee salviniane in termini tattici e strategici sono cazzate economiche incredibili che possono farci diventare un paesucolo e deve cercare in ogni modo di evitare un prossimo governo Meloni-Salvini appoggiato probabilmente dai resti di Forza Italia. Dire che di Conte non gliene frega niente, che l’isolazionismo leghista in Europa è irrilevante ai fini governativi e che Tria se non lo segue se ne deve andare è la dimostrazione più chiara dell’analfabetismo strategico e contabile economico di Salvini. E, prendiamone atto, la gente che lo vota o non ha capito la gravità della situazione, o è come lui che sembra non avere né capo né coda, mentre resta interiormente secessionista.

Ora che il mio amico e compagno Umberto Ranieri sul Foglio si scagli contro i Cinque Stelle e quindi chieda il voto in caso di caduta di questo governo, che Carlo Calenda proponga un ordine del giorno dicendo le stesse cose di Ranieri, e che Zingaretti gridi al voto, mi lasciano perplesso come militante di sinistra che non ha mai avuto devianze centriste o filodemocristiane. Democrazia Cristiana che da Roma in giù, tranne Moro e qualche altra eccezione unitamente a chi ha perso la vita, ho sempre considerato un guaio per il Sud e per l’Italia. Mentre mi levo il cappello per una certa sinistra di origine resistenziale e profondamente sociale che albergava nella Dc specialmente nel centro nord, al di del Veneto bianco, pur con le sue eccezioni straordinariecome l’Anselmi. Ciò nonostante non posso che riflettere positivamente sui pensieri di Franceschini e sul fatto che, come ho già scritto, non si può tirare per la giacca Mattarella. Bisogna invece dargli una mano perché l’idea di un arco costituzionale governativo europeista è certamente un prologo incisivo per noi e per l’unità europea che può essere, sono ripetitivo, solo e prevalentemente occidentale, ed una soluzione governativa in caso di caduta di questo presunto governo. I sovranisti dell’est li lasciamo al neo-zar Putin, l’Inghilterra al momento al suo naturale amore per la figlia americana in attesa della riscoperta delle origini, e noi cerchiamo intelligentemente di produrre uno stato federale europeo fatto dalle nostre storie comuni e che comunque è già esistito e molto più grande di quello da me oggi sperato. Il PD, i liberaldemocratici, i progressisti in genere rileggano le interviste di Formica, di Macaluso, di Rognoni ultranovantenni straordinari e lucidissimi – e comprendano che la politica casuale di oggi è fatta da uomini “casuali” come dice Rognoni, che sono lì per caso. E per noi, che stupidaggini “per caso” ne abbiamo commesse, aderire ad essa, con gelosie di poltrone, rancori, desideri di potere parlamentare e territoriale, correnti utilitaristiche non ideologiche, il tutto prevalente sulle idee e sui programmi unificanti, può degenerare in un dramma elettorale e generare in caso di elezioni anticipate una tragedia per il paese con un governo di destra.

L’inquietante risultato dei sondaggi che vede i sovranisti oltre il 40% delle intenzioni di voto ed un’astensione endemica, prodotta dalla rabbia, dall’ignoranza e dalla strafottenza per la politica della quale siamo corresponsabili, possono consentire a questa nuova destra popul qualunquista di diventare governante “solitaria” di questo paese e per di più in chiave antieuropea. Ecco perché l’ipotesi postelettorale di Sala, che avrebbe una sua logica in presenza di sondaggi elettorali diversi , può diventare tesi anche in caso di caduta di questo governo , al di là della vuotaggine di Di Maio che si “ sbianchetta” da solo e che alla fine si accontenterà , pur di esistere ,del posto che ha già in parlamento in attesa di nuove elezioni. Con scelte e decisioni incomprensibili abbiano consegnato governi, città e regioni alla destra. Quella che ci troviamo oggi davanti è la peggiore vista fin ora: ha un impianto leghista oggi ipocritamente nazionalista ma sostanzialmente secessionista e vuole governare il paese, e attraverso l’autonomia scinderlo in due. Il Nord, con eventuali annessioni centriste, da aggregare all’Europa occidentale attualmente considerata falsamente nemica, ipotesi bossiana e statutaria di un partito del quale Salvini è ancora segretario per mantenerne ovviamente i voti. Ed il sud, con eventuali annessioni centriste, da lasciare così com’è, una macroregione da inventarsi stato. Intuirlo non è estremamente difficile.

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