Contro Matteo Salvini. Un’Italia che non siamo noi

Focus

La sua elezione è la sconfitta più cocente che si potesse determinare: quella di una istituzione che smette di educare e segue le sue pulsioni più istintive

Si può essere in disaccordo su tutto ciò che dice Salvini? Sì, si può. Gli ultimi giorni ci dicono che anzi è quasi salutare.

E’ sempre stato così: Salvini ha sempre rappresentato ciò che di bestiale c’è in tutti noi ma forse abbiamo sperato, ingenuamente, che una volta diventato ministro dell’Interno potesse razionalizzare le sue “emozioni” e comportarsi da uomo di Stato che rappresenta tutti e non solo i suoi elettori (e quelli del Movimento 5 Stelle).

E invece la realtà ci è stata sbattuta in faccia con una rapidità impressionante. Salvini – anche da ministro- ci ha vomitato addosso tutta la sua rabbia e ha fomentato e acceso quella dei cittadini che gli somigliano. Per questo la sua elezione è la sconfitta più cocente che si potesse determinare: quella di una istituzione che smette di educare ma che segue le sue pulsioni più istintive.

Il caso Aquarius è un evento eclatante ma non è il solo. La morte di un ragazzo ventenne ucciso domenica a Genova dalla polizia nel corso di un Tso ha dato modo di ribadire al ministro dell’Interno la sua disumanità. Mentre la Procura vuole capire la dinamica dell’incidente e verificare, come è opportuno e se siano state rispettate le procedure, Salvini twitta: “Da cittadino e ministro sono vicino all’agente”. Nessuna parola per il ragazzo ucciso. Lo aveva già fatto contro i rom, nel caso di Firenze. Ma anche contro gli immigrati, postando la foto dell’uomo che spennava un piccione. E’ il suo modo di raccontare il nostro Paese, un modo pieno di odio, rancore e paura. Semplificato, superficiale e ignorante.

Ci ha messo gli uni contro gli altri: razzisti contro antirazzisti, buoni contro cattivi, ragionevoli contro irrazionali. Dipingendo un Paese che è a sua immagine e somiglianza ma che non è l’Italia di tutti.

Scriveva qualche giorno fa Giuliano Ferrara su Il Foglio attaccando questo governo: “Io sono contro. Non per quello che fanno, ma per quello che sono”. E’ il momento di riscoprire chi siamo e decidere da che parte stare.

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