E Salvini ammette: “Conosco Savoini da 25 anni”

Focus

Grazie al pressing del Pd il vicepremier ha annunciato che andrà in Aula. Delrio lo avvisa: ” Non pensi di cavarsela in due minuti al Question time”

Inizia a sgretolarsi il muro di bugie sul caso Metropol. I tentativi di sviare l’attenzione e le scuse accampate non sono state sufficienti per archiviare il caso. Questa volta Matteo Salvini dovrà rispondere, grazie all’operato della stampa e al pressing del Pd il ministro dell’Interno ha finalmente accettato di andare in Parlamento per spiegare i fatti.

Il pressing dem su Salvini

Lui vorrebbe liquidare tutto con due minuti di Question time, ma il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio lo avvisa: “Salvini ha capito che non può scappare dal Parlamento. Bene. Dovrà chiarire le sue responsabilità e non pensi di cavarsela in due minuti al Question time”. Dopo giorni di silenzio da ieri anche il M5s e il premier Conte hanno iniziato a sostenere la necessità che il vicepremier chiarisca in Aula. Il pressing dem continua e il segretario Zingaretti lo ribadisce negli incontri di oggi e domani con i presidenti di Senato e Camera, Casellati e Fico.

Il vicepremier ammette e attacca

Intanto arrivano le prime ammissioni. Dopo giorni in cui Savoini era fatto passare come un imbucato, in cui nessuno ammetteva di averlo invitato ai summit – addirittura si sono spinti a far credere che fosse stato invitato dai russi – e invece oggi Salvini ammette: “Lo conosco da 25 anni, dai tempi dell’Università statale di Milano. L’ho sempre ritenuto persona corretta e fino a prova contraria continuo a ritenerlo persona corretta. Punto”. E poi attacca: “Mi sembra siano dieci giorni che qualcuno parla del nulla, ognuno occupa il suo tempo come vuole. Hanno assoldato pure James Bond per trovare questi soldi. Sono attaccato da chi governa con me, la mia pazienza non è infinita”.

Dopo giorni si sveglia il M5s e attacca Salvini

Il riferimento è naturalmente al M5s che dopo giorni di silenzio da qualche ora ha iniziato ad attaccare l’alleato leghista. Di Maio attacca frontalmente: “Chi vuole incontrare i sindacati lo può fare. Quello che però mi dà noia in questo momento è che lo si faccia per sviare da una questione molto più grande che è quella di un vicepremier che secondo me deve andare a riferire in Parlamento sulla questione Russia”. Una dichiarazione che ha scatenato il fuoco di fila grillino, oggi tutti concordi a volere spiegazioni da Salvini. Meglio tardi che mai!

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