Bugie russe

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Il vicepremier leghista nega, ma i fatti raccontano unaltra verità. E Savoini ammette: “Sono membro da sempre dello staff di Matteo Salvini”.

La scuola è quella: negare, negare, e ancora negare. Sempre, fino all’inverosimile. Fino ad arrivare a dire che Ruby è la nipote di Moubarak. Berlusconi a Salvini qualcosa deve avere pur insegnato in anni di frequentazioni, e così il leader leghista non si fa troppi problemi a negare tutto o, più semplicemente, a non rispondere. Come nel caso di Arata, lo ricordate? Anche quella volta Salvini sostenne di non sapere chi fosse, poi si scoprì che aveva scritto parte del programma della Lega e che il figlio lavorava con Giorgetti, il numero due della Lega salviniana. O come per i 49 milioni di euro da restituire agli italiani e spariti nel nulla.

Non parlo, non vedo, non sento

L’11 luglio scorso la portavoce di Salvini dichiara che “L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega. Gianluca Savoini non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro. A nessun titolo. Né a quella del 16 luglio 2018, né a quella del 17 e 18 ottobre dello stesso anno. Quanto poi alla foto scattata alla cena di gala offerta dal premier Giuseppe Conte al presidente Putin il 4 luglio scorso, Savoini non figurava tra gli invitati del ministro dell’Interno né, a quanto ci risulta, tra quelli della presidenza del Consiglio. In ogni caso, nessuno parla a nome del ministro. Il ministro parla per sé”.

Il 13 luglio, come riporta l’agenzia Ansa, Salvini si difende così, parlando di Savoini: “Che ne so cosa ci facesse al tavolo? Chiedetelo a lui. Faccio il ministro dell’Interno e preferisco occuparmi di cose serie. Questa inchiesta è ridicola“.

Il 16 luglio 2018 Savoini “non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali”? Falso.

Il 16 luglio 2018 Gianluca Savoini era a Mosca nella sala delle riunioni del Ministero del’Interno della Federazione Russa, dove la delegazione istituzionale italiana, guidata proprio da Matteo Salvini, incontrò i rappresentanti russi, tra cui il ministro dell’Interno russo Vladimir Kolokoltsev. Lo stesso Salvini su Twitter postò una foto dove c’è Savoini tra i rappresentanti della delegazione italiana (è il primo a sinistra).

“Savoini non figurava tra gli invitati del ministro dell’Interno” alla cena con Putin a Villa Madama il 4 luglio 2019? Falso.

Lo stesso presidente del Consiglio Conte è intervenuto, con una modalità non proprio usuale, per smentire il suo ministro dell’Interno. Scrive Palazzo Chigi: “Un doveroso chiarimento. Continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del signor Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin. Come già anticipato, il presidente del Consiglio non conosce personalmente il signor Savoini“.
Conclude e chiarisce la nota: “(…) Dopo aver compiuto tutte le verifiche del caso, si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vice presidente Salvini, il quale, tramite l’ufficio di vice presidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum”.

“L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega”. Falso.

L’associazione Lombardia-Russia ha la sede nello stesso immobile della Lega, e già questo basterebbe a chiedersi quali contatti ci siano tra associazione e movimento politico, ma la conferma di un ruolo importante di Savoini nelle attività politiche di Salvini arriva proprio dalla sua presenza costante in ogni occasione in cui l’attuale vicepremier incrocia gli affari russi (e non solo).

Nell’ottobre 2014 la rivista russa International Affairs pubblica un’intervista a Salvini in cui si fa riferimento a una missione della Lega a Mosca, tra il 10 e il 15 ottobre, col compito di “ridurre le conseguenze della mossa russa in risposta al via libera da parte dell’Italia alle sanzioni contro Mosca“.
Salvini, secondo quanto scrive la rivista, a una domanda sull’esito della visita, risponde così: “La visita ha avuto più successo di quanto potessimo aspettarci. Il nostro lavoro è stato quello di rafforzare i contatti costruiti nei mesi scorsi dai miei rappresentanti ufficiali Gianluca Savoini e Claudio D’Amico“.

Capito? Savoini e D’Amico, quest’ultimo il consigliere di Salvini che ha sollecitato Palazzo Chigi a invitare Savoini alla cena con Putin a Roma lo scorso 4 luglio.

L’interrogazione del Pd su Savoini: che ci fa in una riunione riservata?

Il Tempo Salvini Lega Savoini RussiaRitorniamo alla foto del 16 luglio 2018. La parlamentare Pd Alessia Morani presenta una interrogazione per chiedere “quali motivazioni hanno giustificato la presenza a Mosca del presidente di un’associazione politica collaterale alla Lega come ‘Lombardia Russia’, durante la riunione ufficiale tra i ministri degli Interni russo e italiano su un tema cruciale e riservato quale quello della cyber-sicurezza?“. Il presidente è, appunto, Savoini.

Antonio Rapisarda, giornalista del Tempo, il 18 luglio 2018, scrivendo a proposito dell’interrogazione della Morani, definisce Savoini “giornalista, analista e storico collaboratore del leader della Lega sui temi della politica estera e della Federazione Russa” (e non risulta che Salvini lo abbia mai smentito…).

“Membro da sempre dello staff di Matteo Salvini”. Parola di Savoini

Interpellato dal Tempo, la risposta di Savoini è da incorniciare. Rapisarda ci informa che Savoini risponde “divertito“: “Ho partecipato in quanto Gianluca Savoini, iscritto alla Lega dal ‘91, membro da sempre dello staff di Matteo Salvini […]”, dunque non come Presidente dell’Associazione Lombardia-Italia “ma in quanto componente della delegazione composta da personale non solo del Ministero”.
Savoini conclude dicendo “conosco bene le vicende che riguardano la Russia e, come ho sempre fatto continuo ad aiutare Salvini ad avere dei contatti […]”.

Quindi, sulla parola di Savoini, noi apprendiamo due circostanze che oggi sono dirimenti per chiarire cosa sia successo all’hotel Metropole di Mosca. Primo, Savoini, per sua stessa ammissione, era a Mosca nella riunione riservatissima fra ministri dell’Interno, non come presidente di Lombardia-Russia ma come “membro da sempre dello staff di Salvini“. Secondo, Savoini conosce bene le vicende russe e, come sempre ha fatto, aiuta Salvini ad avere contatti.

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