La scelta di Salvini: “Chiederò un preincarico, M5s o voto anticipato”

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Il leader della Lega dice no a un governo istituzionale

Alla fine la sua scelta Salvini l’ha fatta: proverà a chiedere al Colle un pre-incarico. Alle elezioni anticipate non ci pensa ancora, e tantomeno è disponibile a un governo di tipo “istituzionale” con tutti dentro. Il leader della Lega lo ha chiarito questa sera, attorniato dai cronisti, arrivando a Grumello del Monte – nel Bergamasco – dove è intervenuto alla festa della Lega.

“Proverò a cercare in Parlamento quella forza per fare le cose che ci chiedono gli italiani” ha detto, lanciando un nuovo messaggio ai grillini. “Vediamo se qualcuno dei Cinquestelle dopo queste settimane torna coi piedi per terra e venga a un tavolo a ragionare sulle cose da fare ma con la squadra che ha vinto, il centrodestra. Coi veti e i bisticci non si va da nessuno parte, l’ho detto a Di Maio ma anche a Berlusconi”. “Ci proverò fino all’ultimo – ha aggiunto – ma partendo dal centrodestra che è la prima coalizione e ha vinto in Molise e Friuli”.

Poi ha rivendicato il diritto a guidare il prossimo esecutivo: alla domanda se chiederà o meno un pre-incarico al Colle ha risposto: “Perché no?”. L’unica strada che si sente di escludere è una maggioranza col centrosinistra: “Mai andrò al governo con la sinistra e il Pd”. Come se dall’altra parte se ne sentisse il bisogno.

Le novità dal fronte della Lega erano arrivate già nel pomeriggio da Giancarlo Giorgetti. Il braccio destro di Salvini aveva confermato che la Lega non intende seguire Di Maio nella corsa precipitosa al voto, ma neanche dare soddisfazione a Silvio Berlusconi che insiste per un incarico al centrodestra, convinto di trovare i non pochi che mancano in Parlamento. Rimaneva aperta dunque la strada del governo istituzionale, ma in serata è arrivato il nyet di Salvini.

La partita ora è chiaramente nelle mani del presidente della Repubblica, il quale si trova a dover gestire una situazione sempre più ingarbugliata. Non a caso oggi Mattarella, in occasione del 1° Maggio, ha ammesso che “non mancano difficoltà nel nostro cammino” e ha richiamato tutti a “distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte”, ribadendo la centralità del lavoro “per ogni strategia di governo”. “Le istituzioni – ha avvertito – sono chiamate a fare la loro parte”.

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