E il ministro dell’Interno “invade” la stanza di Tria a via XX Settembre

Focus

Il leader leghista vuole rispondere di persona alle obiezioni dell’Europa e oggi ha portato la squadra leghista a cospetto del ministro Tria

La vittoria della Lega alle Europee, e il contemporaneo tonfo del M5s, hanno spostato il baricentro del governo. In questo momento Salvini sa di poter dettare legge, e ha già iniziato a farlo. Per prima cosa ha iniziato dal ministero dell’Economia, dove il titolare Giovanni Tria si è visto improvvisamente “commissariato”.

La già non facile attività dell’inquilino di via XX Settembre, spesso bersagliato dai due partiti, dal giorno dopo le Europee è ancora più complicata. Il leader leghista inebriato dal successo elettorale si è già messo a dettare legge. Il confronto c’è stato in mattinata a via XX settembre, e nonostante le rassicurazioni di Giorgetti – “La lettera la scrive Tria” – Salvini vuole rispondere, o meglio suggerire come rispondere, in prima persona. Per questo ha trascinato tutta la squadra leghista a cospetto del ministro.

La filosofia è quella di cambiare rotta rispetto alla difficile e silenziosa trattativa portata avanti in queste settimane da Tria. E allora ecco il piano: la previsione di incassare 15 miliardi dall’estensione alle società del “saldo e stralcio”, oggi riservata solo alle persone fisiche. E poi la mitica Flat Tax da 30 miliardi, che sommati ai 23 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia fanno un totale di ben 53 miliardi. Il leader leghista vuole dimostrare che i buchi nel bilancio e le preoccupazioni della Commissione europea sugli impegni monstre siano questioni risolvibili.

Quindi il piano di Salvini è un nuovo condono per intascare 15 miliardi e ulteriori spese per 30 miliardi. In soldoni: stop al lavoro di Tria, che sarebbe propenso a insistere sulla spending review, le privatizzazioni e gli incassi dalla lotta all’evasione fiscale. Tutta roba poco più che immaginaria. Ma ora è il momento di Salvini, Tria dovrà farsi dettare legge. Il leader leghista di fatto pretende che nel prossimo Consiglio dei ministri si discuta sulla Flat tax per imprese e famiglie. In tutto questo, a maggior ragione, si prospetta una manovra lacrime e sangue. Tutto grazie alla propaganda salviniana.

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