Poteva finire in tragedia, l’autista dà fuoco allo scuolabus. Terrorismo?

Focus

Il fatto nel milanese. L’uomo urlava: “Basta morti nel Mediterraneo”, ha bloccato i ragazzini ma uno di loro è riuscito ad avvertire i genitori.

Episodio pazzesco, nel milanese, che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche.

L’autista di uno scuolabus, un italiano di origine senegalese di 47 anni ma con cittadinanza italiana da 17, con due classi di 51 studenti di seconda media a bordo alla fine è stato arrestato. Aveva urlato: “Di qua non esce vivo nessuno”, poi ha sequestrato i cellulari e legato tutti i bambini con fascette da elettricista, poi ha dato fuoco al mezzo, ma per fortuna i carabinieri sono riusciti a far uscire tutti dal mezzo in tempo.

Il tutto è  accaduto a San Donato Milanese. Nessuno è rimasto seriamente ferito, ma 12 studenti sono stati portati in ospedale in codice verde per un principio di intossicazione e per escoriazioni. In ospedale anche due adulti: uno è in codice giallo. Anche l’autista fermato è stato portato in ospedale: è piantonato al Niguarda, avrebbe delle ustioni alle mani. Dalle prime ricostruzioni l’uomo, prima di incendiare il bus, avrebbe gridato: “Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo”.

L’autista si chiama Ousseynou Sy, ha dei precedenti penali. Ha una ex moglie italiana e due figli di 12 e 18 anni. Adesso è indagato per strage e sequestro di persona aggravato dalla minore età delle persone coinvolte. “Ma stiamo valutando tutte le ipotesi, anche quella del terrorismo”, ha spiegato il procuratore di Milano Francesco Greco. 

Ousseynou Sy era già noto alle forze dell’ordine. Guida in stato d’ebbrezza. Per questo Matteo Salvini si domanda “Perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?”.

Stamattina era “tranquillissimo” quando è entrato nel bar della stazione di Crema. Racconta il barista che ha semplicemente detto: “Porto i ragazzi in palestra e torno”. Per i colleghi è “inimmaginabile”. Sy è nato in Francia e risiede a Crema da tempo. Era sposato con una donna italiana da cui aveva divorziato ed ha la cittadinanza italiana.

“Ci ha ammanettati e ci minacciava. Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati”. Questo è il racconto di una ragazzina che era sul bus.

Durante le fasi del sequestro uno degli studenti a bordo ha chiamato con il cellulare i genitori che, a loro volta, hanno avvisato i carabinieri. Immediatamente sono scattati una serie di posti di blocco, mentre le pattuglie hanno raggiunto il mezzo. L’autista a quel punto ha forzato uno sbarramento dei carabinieri, speronando le auto, ma ha perso il controllo: il bus ha rallentato e poi è finito contro il guardrail.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli