Gli spot di governo durante Sanremo sono stati imposti: ma da chi?

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Ma sono in molti a storcere il naso, primi fra tutti il Pd che ha presentato un esposto all’Agcom

Era un baluardo: fuori i partiti dalla Rai. Ma il passato è d’obbligo perché quello a cui stiamo assistendo in queste settimane ha davvero dell’incredibili: nomine, rimozioni, scelte aziendali discutibili, nomi nuovi e vecchi che vediamo rimbalzare tra una rete e l’altra. Le mani sull’azienda culturale più importante d’Italia da parte del governo  fa davvero paura. E con Sanremo tutto si amplifica.

Lo Spot sul Reddito di cittadinanza e Quota 100

Non potevano passare inosservati, e hanno fatto giustamente scandalo, i due video mandati in onda nello slot pubblicitario che descrivevano le nuove norme volute dal governo gialloverde. Non sono ancora entrati in vigore ma sono già mito (nonostante le tante, tantissime perplessità). Non solo uno scandalo per l’opportunità di mandare in onda certi messaggi in quel contesto ma anche – e sopratutto- perché veicolano un messaggio falso: per esempio nella comunicazione sulle pensioni si dice che si potrà accedere con 62 anni di anzianità e 38 di contributi senza pagare nulla, il che al momento è falso perchè mancano i decreti attuativi.

Secondo Open, però, la scelta non è stata libera da parte dell’azienda ma ‘fortemente richiesta’. Si legge nel nuvo sito di informazione guidato da Enrico Mentana: “Fonti della Rai confermano che nelle ultime ore si sono fatte sentire le pressioni dei vertici per cambiare di corsa la programmazione pubblicitaria ed infilare i due spot nel corso del programma più visto dell’anno”.

Insomma non erano previsti, al loro posto ci doveva essere altro, ma la propaganda e il consenso hanno sempre la meglio con questo governo. E così per la prima volta, pubblicità governative dedicate a provvedimenti di governo finiscono all’interno del Festival della canzone italiana.

Ma sono in molti a storcere il naso, primi fra tutti il Pd

Michele Anzaldi chiede fermamente che “il presidente della Vigilanza Rai Barachini si attivi per verificare per le vie brevi questa notizia, anche contattando sia il sito sia la Rai, e convochi immediatamente l’amministratore delegato Salini in commissione. E’ urgente sapere chi ha deciso questa violazione di legge, quali sono i nomi dei responsabili, quale è stata la catena decisionale che ha sostituito gli spot di rete con la propaganda del Governo nei break pubblicitari a più alto valore economico di tutta la programmazione annuale della Rai”.

Il danno economico è evidente: anche ammesso che abbiano sostituito una pubblicità gratuita con quella del governo, infatti, si poteva liberare lo slot per altri acquirenti.

Nella giornata di ieri un gruppo di parlamentari (Davide Faraone, Antonello Giacomelli oltre a Michele Anzaldi) ha annunciato che presenterà un esposto all’Agcom per capire i costi dell’operazione. “L’Agcom”, dichiara Alessia Morani della presidenza del gruppo Pd alla Camera, “ha il dovere di sospendere immediatamente la messa in onda, che peraltro sta riguardando fasce orarie a diffusione altissima come Sanremo e gli spazi pubblicitari dei telegiornali”.

 

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