Se i giovani riscoprono l’antifascismo

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“L’antifascismo è di tutti”: chi sono i giovani che ieri alla Sapienza hanno partecipato al sit-in in occasione dell’intervento di Mimmo Lucano

Sono ragazzi giovanissimi, per la maggior parte nati nel ventunesimo secolo, e mostrano di avere idee molto chiare – a tratti più degli adulti – sui valori di una Costituzione scritta nel Novecento.

È l’identikit che abbiamo provato a tracciare dei giovani che ieri, alla Sapienza, di fronte all’annunciato presidio di Forza Nuova, convocato con l’intenzione di impedire la lectio magistralis del sindaco (sospeso) di Riace Mimmo Lucano sui temi dell’accoglienza, hanno risposto con un sit-in con oltre duemila partecipanti sotto lo slogan “Il fascismo non è un opinione”, che ha fatto praticamente scomparire dalla scena i poco più di trenta militanti di estrema destra che si erano presentati in piazza nonostante il divieto del Questore.

Una partecipazione inaspettata, che ha colpito soprattutto per il tipo di platea che ha risposto alla convocazione di Sapienza antifascista: giovani universitari iscritti alla più importante Università della Capitale, in qualche modo un pezzo della futura classe dirigente del Paese.

“Al sit-in c’erano molte persone attive nei collettivi – ha raccontato a Democratica Chiara, 19 anni, matricola di Biologia – ma anche un gran numero di persone che, come me, senza essere inserite in nessuna lista hanno sentito di dover manifestare il proprio dissenso verso un atto così prevaricatore come quello annunciato da Forza Nuova”.

“Una risposta così forte c’è stata forse perché la componente più giovane è più pronta all’azione”, è l’opinione di Guglielmo, diciannovenne iscritto a Filosofia, che però tiene a sottolineare: “Al presidio c’erano anche molti professori, e tutto il corpo docente di Lettere e Filosofia ha sottoscritto un manifesto letto poi al presidio”; per il giovane il segno di una “sinergia positiva tra guida intellettuale e attività politica studentesca”.

Ma, abbiamo chiesto a chi c’era, si è trattato di un evento spot o il segnale di qualcosa che si muove? Per Chiara “si sta risvegliando una consapevolezza politica fino a poco tempo fa sopita e l’invito a Mimmo Lucano è stata l’occasione per testare l’interesse dei giovani verso certi temi”. Ma, tiene a specificare Guglielmo: “Per molti dei partecipanti quella di ieri è stata un’iniziativa sociale e non di parte, perché l’antifascismo è un valore costituzionale. È importante che rimanga questo, e sbaglia chi anche dal governo parla di derby tra destra e sinistra. L’antifascismo deve appartenere a tutti e la nostra speranza è che si diffonda a tutti i livelli, anche di governo”.

Dello stesso parere Giovanni Crisanti, animatore di L’asSociata, l’iniziativa di un gruppo di giovanissimi che ha raccolto e presentato le proprie proposte per Roma, che ci spiega: “I giovani cominciamo a mobilitarsi perché l’altruismo solitario non li soddisfa più e c’è voglia di aggregarsi oltre i social network. Ma è importante che si stabilisca un confronto, perché l’antifascismo non è di destra o di sinistra, sennò vorrebbe dire che abbiamo una Costituzione di parte”.

Un atteggiamento positivo per Giuditta Pini, giovane parlamentare del Pd, per la quale: “I ragazzi nati nel 2000 hanno finalmente introiettato lo spirito della nostra Carta e vedono l’antifascismo come un valore assoluto”.

“Il problema che si pone però – aggiunge – è che in questo momento chi è al governo è molto vicino a Casapound o a Forza Nuova. La nascita di una destra democratica e antifascista sarebbe una bella notizia, perché segnerebbe il superamento di un governo come quello gialloverde, che al contrario guarda alla destra più estrema”.

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