Sardegna al voto domani. Pesa la vertenza pastori

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La competizione elettorale sarda dovrebbe configurarsi come un testa a testa tra Solinas e Zedda

Sardegna al voto domani, per il rinnovo del Presidente e del Consiglio regionale: si potrà votare esclusivamente nella giornata di domani, dalle ore 6,30 alle 22. Sette i candidati in campo per aggiudicarsi la presidenza della Regione: Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi liberi), Andrea Murgia (Autodeterminazione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda).

Una sfida, quella sarda, che si disputa dopo le elezioni in Abruzzo, che hanno visto il centrodestra tornare alla vittoria con il candidato Gianni Marsilio. La vera incognita del voto, di domenica 24 febbraio, in Sardegna è il ‘fattore latte’ dopo l’assenza, al tavolo di trattativa offerto dal Governo, di una delle due parti in causa: pastori di ovini ed industriali caseari. Gli industriali non si sono presentati al ministero facendo saltare un possibile accordo.

Oltre a questo l’altro dato politico è il forte arretramento del Movimento Cinque stelle, alleato del Carroccio al governo, che si è attestato intorno al 20% dei voti, terzo dopo il centrosinistra. Se lo scenario si dovesse ripetere, sarà impossibile non fare una riflessione a livello nazionale, soprattutto in casa M5s.

E poi ci sarà un altro test elettorale amministrativo, quello in Basilicata il 24 marzo. Secondo le previsioni, diffuse nelle scorse settimane, la competizione elettorale sarda dovrebbe configurarsi come un testa a testa tra Solinas e Zedda, mentre il candidato Cinque stelle Desogus raggiungerebbe, anche qui, solo il terzo posto.

In Sardegna l’amministrazione uscente è di centrosinistra, il governatore Francesco Pigliaru non si è ricandidato e quindi il vessillo viene difeso, in questa tornata, dal sindaco uscente di Cagliari Massimo Zedda, sostenuto da nove liste.

Per quanto riguarda la legge elettorale, diventa governatore il candidato più votato: se ottiene tra il 25% e il 40% dei voti ci sarà un premio di maggioranza del 55% dei seggi, se conquisterà oltre il 40% dei consensi lo stesso premio sarà del 60%, ma con meno del 25% non avrà alcun premio di maggioranza. La soglia di sbarramento è del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate. La Regione è divisa in otto circoscrizioni elettorali a cui sono stati assegnati un numero stabilito di seggi: Cagliari (20), Sassari (12), Nuoro (6), Olbia-Tempio (6), Oristano (6), Carboia-Iglesias (4), Medio Campidano (3), Ogliastra (2). Il sessantesimo seggio sarà assegnato al secondo piazzato tra i candidati governatore.

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