“Entusiasmo per Zedda, in Sardegna nulla è scritto”. Parla Claudia Medda

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Intervista all’assessore cagliaritana all’Innovazione, candidata con la civica del presidente: “Il candidato della destra si nasconde dietro Salvini”

Claudia Medda, classe 1977, assessore all’Innovazione tecnologica e alla Comunicazione del Comune di Cagliari, è la più giovane tra i componenti della squadra di Massimo Zedda ad avere scelto di candidarsi il prossimo 24 febbraio al consiglio regionale sardo, presentandosi con la lista “Futuro comune”, la “civica” del candidato presidente che raccoglie, soprattutto, amministratori e società civile.

Che clima si respira in questi ultimi giorni di campagna elettorale?
C’è molto entusiasmo. Ad ogni incontro di Massimo Zedda partecipano moltissime persone, attratte dalla sua figura e dalla sua storia politica, quella di un amministratore tra i pochi ad essere stato rieletto, al secondo mandato, senza ballottaggio. Un secondo mandato durante il quale Zedda ha proseguito l’azione riformatrice sulla città, portando Cagliari a essere più bella e più vivibile e riuscendo ad attrarre tante risorse economiche, sia a livello nazionale che europeo.

È una competizione in ogni caso non semplice per il centrosinistra, è così?
Il centrosinistra sconta qui in Sardegna soprattutto la litigiosità in particolare del Pd, insieme a qualche scelta sbagliata su temi come la sanità e i trasporti, ma come in ogni competizione elettorale nulla è scritto.

Il quadro appare molto frammentato, con molti candidati e qualche cambio di casacca che pesa…
Il quadro è complicato soprattutto perché abbiamo assistito a episodi di trasformismo politico imbarazzanti. Il Partito sardo d’azione, con la sua storia di indipendentismo e antifascismo, che nella scorsa legislatura era nella giunta di Pigliaru, per mero tornaconto del candidato delle destra Solinas oggi sostiene la Lega di Salvini. La stessa Lega che ci ha sempre disprezzati, considerando i pastori sardi come un peso, e che oggi viene qui a chiedere voti. Non è un caso che Solinas in questa campagna elettorale non ci stia mettendo la faccia. Lui non si vede, girano solo camion con la faccia di Salvini.

A proposito di pastori, com’è stata presa la promessa di Salvini di risolvere la questione del latte in 48 ore?
È chiaro che un problema che si ripresenta da anni non può essere risolto in 48 ore, chi lo dice è un cialtrone. Salvini non avrebbe potuto risolvere in poche ore la questione neanche se avesse tirato fuori i 49 milioni rubati dalla Lega, cosa che non farà perché lui li pagherà a rate. Il problema dei pastori sardi, poi, non si risolve solo con l’aumento del costo del latte. Occorre una soluzione strutturale, con la verifica del rispetto delle regole di mercato, un patto di filiera per la tutela dei prodotti locali e l’impegno dei pastori a una produzione che punti sulla qualità e sull’eccellenza del prodotto, diversificando le produzioni. È necessaria inoltre una grande iniziativa da parte della Regione, spero con Zedda, che punti di più sul marketing internazionale, per far sapere al mondo che meraviglia è il pecorino sardo, e incrementare così la domanda. Solo così daremo il giusto valore al latte e la dignità che meritano ai nostri pastori.

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