E Grillo si è rotto del M5s

Focus

Con la firma del patto per la scienza di Roberto Burioni il comico genovese segnala il distacco dal vecchio M5s

Il fatto che Beppe Grillo abbia sottoscritto (con Renzi!) il patto per la scienza di Burioni che chiude la strada alla filosofia No vax segnala platealmente la presa di distanza del creatore del M5s dal M5s. Per anni il “suo” Movimento ha propalato, sulla scia delle facezie del comico, tesi antiscientifiche di cui immortale paladina resta l’attuale vicepresidente del Senato (sic) Paola Taverna, musa della celebre teoria per cui il morbillo si prende andando dai cuginetti, una “summa thoelogica” che ahinoi ha creato quei molti fervidi seguaci oggi comprensibilmente furibondi contro il fondatore-traditore.

Ma che gli è successo, a Grillo? L’attore genovese appare quello che si dice comunemente un ciclotimico sospeso tra fasi di euforia a fasi di depressione. Insomma uno con problema  – sia detto senza ironia o cattiveria – che, come spiega Wikipedia, vede “l’alternarsi di periodi di iperattività, creatività e spirito di iniziativa, con periodi di ipersonnia, apatia, lentezza di riflessi e difficoltà nella concentrazione. Normalmente durante le fasi di ipomania il soggetto intraprende progetti anche grandiosi affrontati con grande entusiasmo per poi essere abbandonati appena sopraggiunge la fase depressiva”. La fase esaltante del Vaffa day e dello Tsunami tour è roba ormai lontana. Il repertorio antiscientifico ha esaurito la spinta propulsiva. Il Movimento è passato dalle scie chimiche al decreto salva-Carige.

Grillo, da esperto uomo di spettacolo, ha capito che su quella brillante e remunerativa stagione è calato il sipario; e inoltre è conscio di essersi stancato delle regole della politica, pur così bene apprese; e come un istrione che avesse messo su un circo troppo grande e alla fine ingestibile, un apprendista stregone che avesse evocato un mostro ineducabile oggi Beppe in un certo senso cambia il copione di scena e torna a una recitazione più controllata, non ancora da vero raisonneur (mai lo sarà) ma comunque meno lontana dalla realtà.

Politicamente, tutto questo rimanda a una questione che ormai si pone sul piano dell’analisi storica e che risolveremmo così: il Movimento 5 Stelle non ha più bisogno di Grillo e Grillo non ha più bisogno del Movimento 5 Stelle. Ce n’era sentore da tempo – è vero – e tuttavia lo strappo di oggi lo segnala urbi er orbi. Sipario.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli