Scomparso Amos Oz, il poeta innamorato della pace

Focus

Il grande scrittore israeliano morto a 79 anni. La figlia Fania Oz: “Spirato nel sonno e in pace”. Gentiloni: “Una vita per Israele e per la pace”

E’ scomparso a 79 anni, dopo una lunga malattia, il grande scrittore israeliano Amos Oz. A darne la notizia la figlia, Fania, che su twitter ha scritto: “Il mio amato padre è spirato a causa di un tumore, poco fa, dopo un rapido deterioramento, nel sonno ed in pace, circondato dalle persone che lo amavano”.

Sionista convinto e insieme grande sostenitore di una pace possibile in Medio Oriente, da giovanissimo, dopo il suicidio della madre, aveva cambiato il cognome di famiglia, Klausner, con “Oz”, forza in ebraico, e aveva scelto di vivere in un kibbutz, luogo che aveva nutrito una fervida idealità e un talento straordinario per la scrittura.
Una storia, quella sua e della famiglia, che Oz aveva raccontato magistralmente nel suo capolavoro autobiografico “Una storia di amore e di tenebra”.

Poeta e insieme combattente per la pace – nel vero senso della parola – ha partecipato alla guerra dei sei giorni nel ’67 e a quella del kippur del ’73, è stato anche un grande critico dell’occupazione della Cisgiordania da parte di Israele fin dal 1967, anno in cui fondò il movimento Peace Now.

Da sempre sostenitore della soluzione “due popoli, due stati”, in una delle ultime apparizioni pubbliche, in una lectio magistralis tenuta proprio in Italia a Taormina, in occasione del Taobuk Festival che lo aveva premiato con il Taobuk Award for Literary Excellence, aveva detto: “Lo Stato palestinese e lo Stato israelianodovrebbero, se non andare totalmente  d’accordo, almeno convivere. Quella tra Israele e la Palestina è una vera e propria tragedia, una lotta tra due parti che sostengono entrambe di avere ragione e spesso hanno entrambe torto”.

A proposito della politica degli anni duemila, sempre a Taormina aveva detto: “La politica si è spettacolarizzata e questo ha portato a un disastro enorme che diventerà ancora più colossale se non riusciremo a rivalutare in modo pervicace tutti i veri elementi della democrazia”.

Grande il cordoglio da tutto il mondo. Il premier israeliano Netanyahu ha sottolineato la perdita di
“Uno degli scrittori più importanti di Israele”, limitandosi a commentare, per quello che riguarda la politica: “Nonostante avessimo divergenze di opinioni su molte questioni, ho molto apprezzato il suo contributo alla lingua e alla cultura ebraica”.

Dall’Italia, tra i primi a esprimere cordoglio Paolo Gentiloni, che su twitter ha scritto: “Addio a Amos Oz. Una vita esemplare, per Israele e per la pace. Uno scrittore indimenticabile”.

Anche Matteo Renzi ha ricordato il grande scrittore, scrivendo: “Abbiamo molto bisogno di insegnamenti e valori come quelli di Amos OZ. Che ti sia lieve la terra, Maestro”.

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