I 42 migranti ancora non toccano terra. Sea Watch: “Basta aspettare, disperazione a bordo”

Focus

La comandante ha deciso di entrare in acque italiane per la situazione di ‘stremo’ dei migranti a bordo. Ong: ‘Si sentono abbandonati, per loro è negazione diritti’

La terra è ormai ad un passo per i 42 migranti della Sea Watch 3 ma la nave è ancora ferma davanti al porto di Lampedusa. Ma intanto altri dieci immigrati su un barchino sono entrati indisturbati direttamente in porto alle sei di questa mattina. Altri due piccole barche erano state avvistate ieri sera in acque maltesi e sono state intercettate ma a sole otto miglia da Lampedusa e, come fanno praticamente ogni giorno, le motovedette italiane hanno preso a bordo i migranti, 34 tra cui 4 bambini, portandoli a terra, destinazione Porto Empedocle.

Gli sbarchi fantasma continuano senza che si alzi alcun polverone. La nave della Ong tedesca, è invece, al centro di un braccio di ferro con il governo italiano. La comandante Carola Rackete ieri ha deciso di non rispettare il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l’intenzione di sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia arrivati allo stremo.

“Buongiorno Ue. Ieri, a causa di un’emergenza, siamo entrati nelle acque italiane. La guardia costiera e la Guardia di finanza sono stati a bordo. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo più aspettare. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare” scrive la ong tedesca Sea Watch in un tweet.

Al quattordicesimo giorno in mezzo al mare la giovane capitana, alle 14 di ieri ha diretto il timone verso Lampedusa  ignorando l’alt delle motovedette della Guardia di finanza. “So cosa rischio – dice la donna – ma non ho scelta. I naufraghi sono allo stremo. Li porto in salvo”. “Non sbarcheranno, schiero la forza pubblica. Ora mi aspetto che qualcuno emetta un ordine di arresto”, la risposta del ministro Matteo Salvini.

“Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Ong aiutano trafficanti di esseri umani” tuona Matteo Salvini in un tweet. E in altri due sottolinea. “Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga”. E “non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l’Italia”.

Una delegazione del PD, guidata dal capogruppo Graziano Delrio, è arrivata nella tarda serata di ieri al molo di Lampedusa, accolta dalla ex sindaca Giusi Nicolini. Presenti, tra gli altri, Matteo Orfini, Davide Faraone e Fausto Raciti. Ma anche il deputato de La Sinistra Nicola Fratoianni.

“Chiediamo che cessi questa disumanità, questa insensibilità verso 40 persone che non sono un pericolo per nessuno se non per se stessi. Ci deve essere misura anche nella fermezza e questa misura è stata ampiamente superata” ha detto Graziano Delrio a Lampedusa. “Il ministro dell’Interno deve preoccuparsi di fare accordi per la ricollocazione dei migranti – ha aggiunto -, cosa che non ha fatto, discutere con i suo colleghi ministri dell’Interno in incontri a cui non partecipa piuttosto che prendersela con 40 persone. Tutta l’Italia guarda a con stupore, cogliendo una sproporzione di disumanità. Ci sono vescovi che si sono proposti di accogliere queste persone. E’ una crudeltà inutile inflitta ai più fragili tra i fragili. Non si tratta d politica dell’immigrazione ma di buonsenso e umanità, qualità che gli italiani hanno sempre avuto e spero non perdano”.

E ieri il segretario Pd ha ufficialmente chiesto con una lettera un incontro al premier Conte.

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