Sea Watch, è emergenza. Il Pd: “Noi a Siracusa finché non scendono”

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Continua la “staffetta democratica”. Anche la cittadinanza siracusana si mobilita, e la Sea Watch ricorre alla Corte europea dei diritti umani

Come in un brutto film continua l’odissea dei 47 migranti (tra cui 15 minori, 8 dei quali non accompagnati) a bordo della nave Sea Watch 3.

Alla mancata autorizzazione allo sbarco da parte della Capitaneria di porto, si è aggiunto l’isolamento di fatto a cui l’imbarcazione è stata consegnata dall’ordinanza, diramata ieri dalla stessa Capitaneria, che vieta l’avvicinamento a meno di 500 metri. Il tutto mentre le condizioni a bordo peggiorano di ora in ora, con i pochi servizi chimici a disposizione ormai saturi (nella zona dove è attraccata la Sea Watch è vietato lo scarico a mare) e 62 persone, tra migranti ed equipaggio, tenute bloccate su una barca che può ospitarne al massimo 22. Una situazione a rischio in cui, come ha riferito la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi “le persone iniziano a mostrare chiari segni di impazienza. Ieri uno di loro è stato sedato, mentre un altro rifiuta il cibo”.

È questo il trofeo che il ministro Salvini, allo stato, può esibire all’opinione pubblica: persone innocenti, già vittime di abusi e torture in Libia, tra cui minori (che per la legge italiana dovrebbero essere immediatamente sbarcati), costrette dalla “ragion comunicativa” del ministro dell’Interno a portare tutto intero sulle spalle il peso di errori, mancanze e scelte sbagliate di cui, di certo, non possono essere incolpate.

È per questo che anche oggi i parlamentarti del Pd, dopo l’avvio ieri della “staffetta democratica”, sono a Siracusa per chiedere al governo di far sbarcare immediatamente i 47 migranti in un porto sicuro.
Dopo gli esponenti dem – tra cui Martina e Orfini – che ieri, dopo un tira e molla con prefettura e Capitaneria, sono riusciti a salire sulla Sea Watch, oggi a presidiare il porto di Siracusa sono stati Gennaro Migliore, Lia Quartapelle, Giuditta Pini e Luca Rizzo Nervo.

Il resoconto della seconda giornata da Siracusa:

Una situazione non chiara, quella nella quale i parlamentari Pd si stanno muovendo, denunciata da Carmelo Miceli, presente ieri a Siracusa. “Qualcosa non torna”, ha detto Miceli a Democratica, aggiungendo: “Ieri abbiamo concordato con il prefetto tempi e modalità per la nostra salita a bordo della Sea Watch. Solo che al rientro a terra, prima a Orfini e Martina, gli unici che sono riusciti a salire, è stato fatto firmare un foglio in cui si comunicava l’avvio di un’indagine per violazione dell’ordinanza della Capitaneria, e poi lo stesso prefetto ha smentito di aver mai rilasciato alcuna autorizzazione. Una situazione gravissima che ho intenzione di denunciate in Aula”.

Una vicenda su cui oggi Emanuele Fiano ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico di intervenire, perché “se fosse vero che due nostri deputati risultassero indagati, verrebbe lesa la nostra funzione ispettiva”.
Nel frattempo, oggi da Siracusa i parlamentari dem hanno chiesto alla ministra Grillo chiarimenti in merito alla situazione sanitaria a bordo. “La ministra ha assicurato che sulla Sea Watch non c’è nessuna emergenza sanitaria – hanno denunciato – ma allora perché è stato disposto un blocco di avvicinamento per ragioni sanitarie?”.

Intanto la ong Sea Watch si è rivolta alla Corte europea dei diritti umani per chiedere se il governo italiano, impedendo lo sbarco, stia violando i diritti fondamentali delle persone soccorse in mare, una situazione che per la ong tedesca “costituisce una forma illegittima e informale di detenzione di fatto che viola la Costituzione italiana e la Convenzione europea per i Diritti dell’uomo”.

Anche la popolazione siracusana si sta facendo sentire, con una mobilitazione di cittadini e associazioni per chiedere lo sbarco dei 47 migranti. Sui balconi sono comparsi dei lenzuoli con la scritta “Fateli scendere”, mentre si sollecita una svolta con canti, slogan e striscioni.

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