Sea Watch 3, anche Conte e Di Maio complici della linea dura

Focus

La situazione sembrava in via di risoluzione, ma ancora non c’è nessuna autorizzazione allo sbarco. I parlamentari dem sulla nave

La Sea Watch 3 è sempre più vicina a Lampedusa, ma i 42 migranti ancora non possono sbarcare. La capitana Carola Rackete ha provato ad entrare nel porto, ma è stata bloccata dalle autorità italiani ad un miglio dalla costa.

Matteo Salvini non ne vuol sapere, continua nelle ospitate televisive, radiofoniche e quant’altro ad accusare l’Europa, in particolare l’Olanda e la Germania. Certo se avesse partecipato agli incontri con i colleghi europei, ne ha saltati sei su sette, magari poteva convincerli, spiegare la sua posizione. Ma una mossa del genere non era propedeutica alla sua vergognosa propaganda. Il ministro dell’Interno ha candidamente dichiarato che non li fa sbarcare “per una questione di principio” nei confronti di Germania e Olanda. Come se a bordo non ci fossero 42 persone su una barca in mezzo al mare sotto un sole cocente.

Da parte sua l’Olanda ha risposto picche alla richiesta di accogliere i migranti, il ministro olandese delle migrazioni, Ankie Broekers-Knol ha dichiarato: “Come il governo olandese ha affermato da tempo, comprendiamo le preoccupazioni dell’Italia. E’ anche noto che il governo condivide le preoccupazioni riguardo alle azioni della Sea-Watch 3. Ciò non significa che prenderemo anche i migranti”.

Conte e Di Maio in tutto questo continuano ad essere in linea con Salvini. Il premier da Osaka attacca: “Questo comandante, ritenendo che solo l’Italia sia l’unico approdo, ha assunto una condotta di una gravità inaudita: ora la questione è in mano alla magistratura italiana”.

Di Maio invece si è esercitato in una supercazzola in cui accusa dai partiti “tradizionali” europei a Soros, prima di scusarsi dicendo che il M5s “non ha né il Ministero degli Affari Esteri, né quello dell’Interno, né quello dell’Unione europea”. Il solito copione di un colpo al cerchio e uno alla botte, per un leader alla disperata ricerca del consenso perduto.

Mentre scriviamo a bordo della nave ci sono alcuni parlamentari dem, della sinistra e radicali, e l’Ong annuncia che “probabilmente la situazione si sta sbloccando”, anche se Delrio ha frenato riportando le nuove e non buone notizie. La speranza è che possano sbarcare al più presto e mettere fine a questa vergognosa pagina, che si aggiunge a quelle precedenti.

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