Sea Watch, i dem salgono a bordo

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Dopo il niet della Capitaneria di porto sbloccata l’empasse, con sette esponenti del Pd a bordo della nave. Parte la staffetta democratica

Dopo un tira e molla durato tutta la mattinata e dopo un colloquio in prefettura, dunque, i parlamentari dem hanno avuto il permesso di salire a bordo della Sea Watch, ancorata nel porto di Siracusa, per constatare le condizioni dei 47 migranti, tra cui 15 minori, recuperati al largo della Libia dalla ong olandese e da oltre 10 giorni bloccati sull’imbarcazione per effetto della decisione del Governo (o per meglio dire, del ministro dell’Interno), di tenere chiusi i porti.

In mattinata, gli esponenti dem pronti a salire sull’imbarcazione – il segretario regionale del Pd, Davide Faraone, Maurizio Martina, Matteo Orfini, Carmelo Miceli, Fausto Raciti, Valeria Sudano e Francesco Verducci – erano stati bloccati da un’ordinanza della capitaneria di porto che disponeva il divieto di navigazione, ancoraggio e sosta nel raggio di 0,5 miglia dalla posizione della Sea Watch. Un provvedimento che era stato sollecitato dal prefetto di Siracusa, molto probabilmente al seguito del blitz a sorpresa di ieri di tre parlamentari, che erano saliti indisturbati a bordo della nave.

L’empasse si è quindi risolta dopo un incontro in prefettura, al termine del quale i parlamentari hanno annunciato che di lì a poco sarebbero finalmente saliti a bordo.
E’ dunque iniziata quella che il Pd ha annunciato come una maratona di solidarietà, definita “staffetta democratica”, con la decisione degli esponenti democratici di rimanere sull’imbarcazione, a turno, fino a che i migranti a bordo non verranno fatti sbarcare in un porto sicuro.

Un’iniziativa che vede unito tutto il partito – alla quale hanno dato la loro disponibilità, tra l’altro, anche alcuni europarlamentari – a partire dai candidati al congresso, con Maurizio Martina, oggi presente con gli altri a Siracusa, ma anche con Nicola Zingaretti, che ha dato la disponibilità della Regione Lazio ad accogliere i 15 minori non accompagnati, Roberto Giachetti, che ha partecipato all’iniziativa “Non siamo pesci”chiedendo di far scendere i migranti, e Francesco Boccia, che ha parlato di “47 esseri umani ostaggi della disumanità del Governo”.

Quanto alle condizioni sull’imbarcazione, Carmelo Miceli, tra gli esponenti dem che sono riusciti a salire sulla nave, ha postato un video in cui ha parlato di persone “costrette a vivere su un piccolo ponte, esposti alle intemperie”, puntando il dito contro quella che ha definito “una disumana privazione della libertà”. Mentre Maurizio Martina ha parlato di una vicenda “gestita come il terzo tempo di una campagna elettorale” confermando che “non c’è nessun decreto di chiusura dei porti italiani. Questo rimpallo di slogan tra ministeri è inaccettabile”.

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