“Soluzione anche senza blocco. Salvini inventa i problemi”. Parla Roberto Rampi

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L’intervista di Democratica a Roberto Rampi, a Siracusa per la staffetta democratica: “Stiamo dicendo al mondo che non garantiamo più i diritti umani”

I parlamentari del Pd, con la “staffetta democratica” cominciata due giorni fa e la presenza costante al porto di Siracusa e sulla Sea Watch, sono stati tra quelli che non hanno da subito chiesto a gran voce che a prevalere fossero i diritti umani e le leggi internazionali sul soccorso in mare, con lo sbarco immediato dei 47 migranti. Roberto Rampi, che abbiamo sentito per Democratica, era tra i parlamentari presenti oggi a Siracusa.

La vicenda sembra avviata a una soluzione. Cosa è successo?
Abbiamo incontrato il prefetto, la Capitaneria di porto e il sindaco, e il clima abbastanza ottimista in attesa dello sbarco, vedremo se a Siracusa o altrove.

Sei paesi hanno accettato di accogliere i profughi. Dunque il pugno duro di Salvini funziona?
In realtà direi proprio di no, lo stesso risultato si poteva ottenere con una normale procedura di sbarco senza tanto clamore. Proprio oggi ci dicevano che questo territorio ha ricevuto in passato numeri molto alti di sbarchi, sempre gestiti in piena tranquillità, anche ridistribuendo tra altri Paesi. La verità è che Salvini si sta inventando i problemi, perché di questo campa. Inventa i clandestini (che le persone sulla Sea Watch non sono), sgombera i CARA, così le persone se ne vanno in giro, e qui ha fatto la stessa cosa. Non c’era alcun bisogno di bloccare 47 migranti, tra cui dei minori. In questo modo si è fatto subire loro il trauma psicologico del terrore di un ritorno alle torture dei campi in Libia.

L’accordo si è ottenuto negoziando su diritti umani e leggi internazionali. È un fatto giustificabile?
Assolutamente no. Oltre all’appello, giusto, all’umanità, dobbiamo riflettere su un fatto grave, e cioè che stiamo dicendo al mondo che in Europa i diritti umani non sono più garantiti, noi che ne siamo stati un faro. Se non sono mosse dall’umanità, chi oggi plaude a Salvini dovrebbe essere preoccupato per questo abuso di potere messo in atto dal governo, perché oggi lo applichi ai migranti, ma domani potrebbe colpire chiunque, anche loro. C’è di bello però che la città di Siracusa si è mossa con grande solidarietà, con raccolte di beni e disponibilità all’accoglienza. Un atteggiamento in cui certo c’è il Sud, ma anche un’Italia che il governo prova a oscurare.

Una soluzione strutturale potrebbe essere la riforma del Trattato di Dublino, a cui la Lega a Bruxelles ha però detto no.
Assolutamente. Due sono i passaggi chiave di questa vicenda: il voto dell’Europarlamento sulla riforma, con il voto contrario della Lega, e l’accordo al vertice Ue tanto sbandierato da Conte, ma che in realtà faceva venir meno l’obbligatorietà degli Stati a una ripartizione. Poi certo alcuni stati europei sono sordi a questo richiamo, per primi i paesi di Visegrad amici di Salvini, ma come segretario della Delegazione italiana presso il Consiglio d’Europa posso dire che tra i colleghi parlamentari è grande la preoccupazione per la politica di Salvini. Abbiamo presentato una dichiarazione scritta in cui abbiamo esplicitato questa preoccupazione, e raccogliere le adesioni è stato facile e ciò vuol dire che è davvero avvertito un pericolo. Siamo al centro di un fenomeno mondiale che utilizza le persone per fini propagandistici.

Parliamo della staffetta del Pd a Siracusa. Una volta tanto il partito è sembrato unito…
In effetti è stato così. Ci sono valori comuni in cui non possiamo che riconoscerci tutti.

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