Sea Watch, Salvini rispetti i bambini e le leggi che li tutelano

Focus

L’appello di Siani e di un gruppo di pediatri: “Chiediamo che il ministro dell’Interno e tutti i governanti tutelino i bambini e rispettino le leggi”

È davvero difficile oggi la vita dei bambini nel mondo. A Napoli adolescenti, poco più che bambini, non trovano meglio da fare che sparare di notte all’impazzata (le cosiddette “stese”) per incutere terrore. Sono ragazzi che non hanno conseguito nessun titolo di studio, che non hanno avuto opportunità nella vita, che hanno seguito le trattorie di vita della loro famiglia.
A Cardito un bimbo di 7 anni viene ammazzato di botte dal compagno della madre. Una vicenda raccapricciante, che ricorda i casi analoghi di Antonio Giglio e Fortuna Loffredo del Parco Verde di Caivano. Situazioni e contesti segnati dal degrado, che rafforzano un’esigenza improcrastinabile: bisogna intervenire fin dalla primissima infanzia attraverso un’efficace azione di prevenzione, a beneficio sia dei bambini che delle loro famiglie. Ogni giorno che passa rappresenta un punto a favore dell’illegalità.

A Reggio Calabria un giudice afferma con dati di fatto alla mano che la ‘ndrangheta non si sceglie, si eredita.
Poi ci sono bambini, che con le loro famiglie si sono ben integrati nel nostro territorio qui vicino Roma, che vengono sradicati dalle loro scuole e dai loro amici e portati via.
E poi ci sono bambini con la pelle scura che fuggono con i loro genitori da Paesi in guerra o dove la vita di un bambino, soprattutto di un bambino, è fortemente a rischio.
Ebbene questi bambini fanno paura, incutono terrore nei grandi della terra, in coloro che ci governano e decidono le sorti dell’Europa e del mondo.

In Italia vengono lasciati al loro destino, osservando la loro fine, senza interventi seri e strutturali. Quelli che scappano, dopo essere stati salvati da navi di ong, vengono tenuti prigionieri nonostante la legge affermi che i minorenni non possono essere respinti e devono essere adeguatamente accolti, come stabilito dall’ordinamento giuridico italiano e dagli obblighi internazionali.
L’art. 3 della legge 47/2017 stabilisce che in nessun caso può disporsi il respingimento alla frontiera di minori stranieri, sia non accompagnati, sia accompagnati da un adulto, in quanto, in quest’ultimo caso, occorre preliminarmente accertare la reale sussistenza di un rapporto di filiazione o di un legittimo affidamento.

E dove è finito l’interesse superiore del minore?
Tutti i Paesi hanno leggi che tutelano sulla carta i bambini. L’Europa centrale ha focalizzato il nodo del welfare dell’infanzia, che è parte integrante dei diritti: un bambino vive appieno i propri diritti se la sua famiglia accede a sistemi di sicurezza sociale che garantiscano l’ambiente famigliare.

Il nord Europa invece ha puntato sulla partecipazione del bambino ai propri diritti, creando organismi che agevolano l’ascolto. Anche l’Italia ha le sue eccellenze: il processo penale minorile in Italia è decisamente rispettoso della peculiarità del bambino e la normativa in materia di adozione internazionale è decisamente una delle migliori al mondo, così come la normativa in tema di lotta allo sfruttamento sessuale dei minori. Come scrive il prof. Marco Scarpati, però, quando c’è da tagliare, si taglia sulla spesa che riguarda i bambini.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, dott.ssa Filomena Albano, ha alzato la sua voce in difesa dei bambini tenuti prigionieri in queste ore sulla Sea Watch 3, che risulta ancorata nella baia antistante Siracusa.
Il ministro dell’Interno continua a negare il permesso di farli scendere a terra e in questo modo non rispetta la legge, come la stessa Garante afferma. Chiediamo che il ministro dell’Interno italiano e tutti i governanti tutelino i bambini e rispettino le leggi. Lo chiediamo con forza, adesso.

Paolo Siani- pediatra e parlamentare
Alberto Villani – società italiana di pediatria
Flaminia Trapani – Associazione Pianoterra onlus
Federica Zanetto – associazione culturale pediatri

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