Sea Watch, in Europa è braccio di ferro. E Salvini ci sguazza

Focus

Sempre più difficili le condizioni per i 49 migranti a bordo di Sea Watch e Sea Eye. Malta apre le acque ma non i porti. De Magistris: “Sbarchino a Napoli”

Non si sblocca la vicenda delle due navi delle ong tedesche Sea Watch e Sea Eye, da giorni in mare aperto con a bordo in tutto 49 migranti, tra cui alcuni bambini piccoli e minori non accompagnati.

Dopo l’allarme lanciato dai volontari sul peggioramento delle condizioni meteo, Malta ha concesso alle imbarcazioni di entrare nelle proprie acque territoriali per ripararsi dalle onde altissime, senza però aprire i porti a uno sbarco sicuro.

Anche l’Olanda, la cui bandiera è battuta dalla Sea Watch, si è detta disposta ad accogliere “parte dei migranti”, a patto però che “altri paesi europei facciano lo stesso”:

Nel frattempo, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris si è detto disponibile ad aprire il porto della città alle due imbarcazioni.
“Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il Governo noi metteremo in campo un’azione di salvataggio e la faremo entrare in porto. Sarò il primo a guidare le azioni di salvataggio”, ha detto.

Immediata la reazione di Matteo Salvini, che ormai agisce senza freni anche su fronti di cui il suo ministero non è competente, che ha ribadito: “I porti italiani sono chiusi, abbiamo accolto già troppi finti profughi, abbiamo arricchito già troppi scafisti!”. E certo resta il dubbio su quali siano le procedure adottate dal ministro dell’Interno per affermare che i profughi a bordo delle due navi siano, come ha dichiarato, finti.

Insomma l’impressione è che l’Europa stia giocando l’ennesima partita a chi fa la faccia più dura sulla pelle di poche decine di disperati a cui, tra poco, comincerà a scarseggiare anche acqua e cibo.

Una vicenda che mette allo scoperto il nodo irrisolto in sede Ue della ripartizione dei migranti in Europa, e in ballo, più che il pericolo rappresentato da pochi adulti e qualche bambino, sembra esserci un braccio di ferro tutto politico su chi sia disposto a cedere per primo.
Una indeterminatezza in cui il governo italiano sguazza, e forse non è un caso che sia stato tra quelli che, a Bruxelles, ha maggiormente contribuito al caos e alla confusione.

La ong tedesca Sea Watch ha lanciato oggi l’ennesimo appello su twitter, scrivendo: “Il tredicesimo giorno con i nostri ospiti a bordo di SeaWatch3 inizia a poche miglia dalle coste di Malta (dove ci è stato permesso di cercare riparo dalla tempesta), mentre i ministri dell’Ue continuano a contrattare per 32 esseri umani”.

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