Il vergognoso no alla registrazione anagrafica del figlio di due madri

Focus

Il sindaco di Sesto San Giovanni scardina i valori del vivere civile escludendo chi è per lui “diverso”

Ieri, il sindaco di Sesto San Giovanni ha rifiutato di trascrivere all’anagrafe un bambino figlio di due madri donne. In primo luogo è importante rammentare che la legge 40 riconosce come genitori di bambini nati da tecniche di fecondazione artificiale la coppia legalmente riconosciuta che ha dato l’assenso ai trattamenti, anche se questi trattamenti sono avvenuti all’estero. A tutto ciò si aggiunge la legge Cirinnà che ha equiparato le coppie eterosessuali a quelle omosessuali. La combinazione delle due leggi, quindi, consente il riconoscimento dei figli da parte di coppie gay e lesbiche. Partendo da questi due presupposti, si sono anche espressi alcuni tribunali, che hanno imposto a Comuni che lo avevano rifiutato di iscrivere due genitori dello stesso sesso. Secondo i tribunali, l’unico principio che deve guidare tutte le scelte nella materia dello status familiare è quello dell’interesse del minore, che è preminente rispetto a tutto il resto. Il primo fatto ingiusto e vergognoso è proprio questo: le due donne di Sesto San Giovanni, che si sono viste rifiutare la loro richiesta dal sindaco Di Stefano, per ottenere un loro diritto dovranno spendere tempo e denaro facendo tutta la trafila in tribunale.

In secondo luogo è gravissimo che un sindaco decida di imporre alla comunità la sua idea di educazione, affermando con retrogada arroganza che un bambino, per crescere bene, non possa prescindere dall’avere un padre e una madre. Come dire che, ad esempio, i figli orfani saranno destinati a non avere valori ed educazione.

Il Sindaco Di Stefano, da quando è in carica, sta lavorando scientemente alla lacerazione della nostra comunità: scardina i valori del vivere civile escludendo chi è per lui “diverso”, ponendolo inevitabilmente in contrasto con chi per lui è “normale”; vuole rappresentare solo chi la pensa come lui e marginalizza il resto dei cittadini, cercando addirittura di non rappresentarli come tali (come in questo caso).

Noi ci opporremo con forza a questa deriva perché, come diceva Olof Palme “i diritti della democrazia non sono riservati ad un ristretto gruppo all’interno della società. Sono i diritti di tutte le persone.”

 

*Marco Esposito, segreteria Partito democratico metropolitano Milano

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli