Mattarella: “Leggi razziali sono macchia indelebile della nostra storia”

Focus

Il presidente della Repubblica durante la celebrazione della Giornata della Memoria al Quirinale ha condannato fortemente le leggi razziali

“Le leggi razziali rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagine infamante della nostra storia. Con quelle leggi si rivela al massimo grado il carattere disumano e il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale”. Con queste parole Sergio Mattarella al Quirinale durante le celebrazioni del Giornata della Memoria condanna definitivamente quel periodo buio della storia italiana.

Articolo 3 della Costituzione

Parole quelle del Presidente della Repubblica che rivendicano con forza l’intenzione dei padri costituenti di cancellare definitivamente la distinzione razziale attraverso l’articolo 3 della nostra Carta: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali“.

Shoah unica nella storia d’Europa

Durante il suo intervento il Presidente ha sottolineato la gravità di quanto avvenne tra la fine degli anni ’30 e durante la Seconda guerra mondiale: “Il cammino dell’umanità è purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi. Tutte le vittime dell’odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d’Europa”.

Condanna del fascismo

Sergio Mattarella ha poi voluto esprimere la sua condanna più dura nei confronti del fascismo, smantellando una teoria, sempre più diffusa specie tra i giovani, che il fascismo fece molte cose buone per l’Italia e che gli errori di Mussolini furono solo le leggi razziali e l’entrata in guerra: “Sentir dire che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l’entrata in guerra, è un affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con determinazione. Razzismo e guerra – aggiunge – non furono deviazioni o episodi rispetto al modo di pensare del fascismo, ma diretta e inevitabile conseguenza”.

Celebrazioni del Giornata della Memoria

Il cuore delle celebrazioni del Giornata della Memoria saranno come ogni anno il 27 gennaio. E’ stata scelta la data del 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. In Italia la giornata della Memoria è stata istituita nel 2000, mentre l’Onu l’ha introdotta come ricorrenza mondiale con una risoluzione nel 2005.

Gli appuntamenti per ricordare

L’evento del Quirinale è stato uno dei momenti di riflessione, ma ci saranno centinaia di celebrazioni, alcune delle quali si sono già svolte:

Napoli c’è la mostra “1938-1945. La persecuzione degli Ebrei in Italia. Documenti per una storia”, a cura del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, allestita presso la Camera di Commercio: nel percorso espositivo, oltre alle testimonianze della presenza ebraica in città, anche la progressione delle campagne antisemite promosse dal regime fascista e culminate, a partire dal settembre 1943, nella pianificazione degli arresti e delle deportazioni.

Ieri a Milano (cineteca Oberdan) e oggi a Roma (Teatro Eliseo) è organizzato l’evento ‘La questione del negazionismo: dalla Shoah a Internet‘: in programma la proiezione del film ‘Denial – La verità negata’ di Mick Jackson, a cui seguirà un dibattito sui temi del negazionismo e sulla diffusione di razzismo e fake news nel dark web.

Sempre a Roma, presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, si svolge il convegno “La vera legalità – Dal ’38 ad ottant’anni dall’emanazione dei provvedimenti per la tutela della razza” che riflette e indaga le corresponsabilità di varia natura – legali, morali, storiche – nell’emanazione, l’esecuzione e l’applicazione delle leggi razziali.

Sempre nella Capitale, al Quirinale saranno premiati i ragazzi che hanno partecipato al concorso I giovani ricordano la Shoah, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Grande evento il 27 e 28 gennaio dal titolo La Shoah dell’arte che si tiene in contemporanea in alcuni musei, gallerie e teatri d’Italia: al centro del progetto l’arte in tutte le sue forme, quella osteggiata dal Nazismo, quella dei testimoni dello sterminio e quella contemporanea che oggi riflette sull’Olocausto.

Il 27 gennaio, presso il Conservatorio G. Verdi va in scena lo spettacolo “Destinatario Sconosciuto” di Katherine Kressmann-Taylor, mentre a Bologna il 28 gennaio si corre per la Memoria verso il futuro con “Run For Mem“, due percorsi (uno di 12 km l’altro di cinque) che partono dal Memoriale della Shoah.

Di nuovo a Roma il 29 gennaio, presso il Ministero degli Esteri, dove è in programma la Conferenza Internazionale di Roma sul tema della Responsabilità di Stati, Istituzioni e Individui nella lotta all’Antisemitismo nell’area OSCE. Inoltre, la Fondazione Museo della Shoah onlus allestisce presso la Casina dei Vallati di Roma due mostre legate agli ottanta anni delle leggi razziali. La prima, “1938 – La Storia“, inaugurata a ottobre scorso e in programma fino a marzo, approfondisce il periodo di persecuzione dei diritti dell’Italia fascista che travolse ogni aspetto delle vite degli ebrei italiani; la seconda, “1938 – La Memoria”, in programma dalla primavera all’autunno, si focalizza sulle biografie delle vittime (singoli/famiglie/gruppi).

Come ogni anno ci sono state i Viaggi della Memoria in cui i ragazzi delle scuole hanno visitato i campi di concentramento di Cracovia e Auschwitz-Birkenau.

Sabato 27 sarà trasmesso da Sky TG24 e Sky Cinema Hits, Rai 3, Iris e LA7  “Tutto davanti a questi occhi”, il film di Walter Veltroni che racconta l’orrore della persecuzione razziale e dello sterminio degli ebrei, esclusivamente attraverso la testimonianza sconvolgente di Sami Modiano, uno dei pochi sopravvissuti al campo di sterminio di Birkenau.

 

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