Si riparte dal modello tedesco, ma il M5S fa i capricci

Focus

Si procede aspettando la conferenza dei capigruppo della Camera che dovrebbe confermare l’approdo in aula nel mese di settembre

Tutti pronti a ripartire dal sistema tedesco, con un’unica incognita: il Movimento 5 Stelle. Terminata la pausa estiva, la commissione Affari costituzionali della Camera si è riunita per riprendere la discussione sulla legge elettorale. Nonostante le premesse non fossero delle più ottimistiche, il presidente della commissione, Andrea Mazziotti, ha detto che nessun gruppo ha pubblicamente manifestato perplessità, anzi “tutti si sono detti disponibili ad andare avanti”.

Tutti tranne il MoVimento 5 Stelle che attraverso le dichiarazioni di Danilo Toninelli, prima in un tweet poi argomentando davanti alla Prima commissione di Montecitorio, ha annunciato che “per il contesto è più importante la legge sui vitalizi”. “Siamo realistici – ha esordito – non neghiamo il lavoro fatto fino a giugno, ma esistono voti segreti, esistono rischi e occorre capire se esistono chance vere”.

Il MoVimento sembra quindi chiedere al Pd di verificare la “lealtà” dei suoi ed ha rispondergli ci pensa il relatore del Pd Emanuele Fiano che ha ribadito “l’interesse del Pd ad approvare la legge sui vitalizi” ma poi ha ricordato al collega M5S che “si sta parlando di un altro ramo del Parlamento, su cui i deputati non hanno responsabilità. I 5 Stelle facciano chiarezza perché noi vogliamo accordo ampio“.

Un accordo su cui, almeno nelle intenzioni, le opposizioni sembrano ben disposte a ragionare con la maggioranza ripartendo dalle 31 proposte di legge depositate e dal modello tedesco, arenatosi in aula a Montecitorio a giugno, dopo l’ok ad un emendamento sul Trentino Alto Adige che fece saltare gli accordi. Il Pd è stato chiaro: per i dem si può ripartire dal  modello tedesco purché ci stiano almeno i contraenti del vecchio patto. Altrimenti “è impossibile ripartire con il vecchio schema”, ha detto Fiano.

Forza Italia fa sapere che “con l’Aula già fissata, la convergenza ampia già esistente e la necessità di rispettare i continui moniti del Presidente Mattarella – ha detto il capogruppo in Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto -, abbiamo il dovere naturale di ripartire dal testo base che è stato già portato in Aula”. Anche la Lega Nord, con Giancarlo Giorgetti, si è detto “disponibile a qualsiasi soluzione” pur ribadendo la preferenza del Carroccio per il Mattarellum. “Si può anche ripartire dal tedesco” ha detto Giorgetti, anche se al momento è un sistema, secondo i leghisti, “che non assicura la governabilità”.

Gli interventi di oggi hanno fatto registrare anche diversi passi in avanti a favore dello schema che si è arenato lo scorso 8 giugno. Primo fra tutti quello di Ap, con il capogruppo Maurizio Lupi che ha sottolineato la necessità di “ripartire dal lavoro fatto, correggerlo e trovare il più ampio consenso possibile, coinvolgendo tutte le altre forze politiche, assicurando la rappresentatività”. Altra apertura arriva da Mdp e Sinistra italiana: entrambi concordano sul fatto che bisogna ripartire da dove si era interrotto e, avverte Stefano Fassina, “dire andiamo dopo la sessione di bilancio significa non fare nulla”. L’unico ‘no’ secco, almeno per ora, resta quello dei grillini.

Si procede quindi come si era stabilito prima della pausa estiva in attesa che la conferenza dei capigruppo della Camera confermi, il 13 settembre prossimo, l’approdo in aula nel mese di settembre. Domani la commissione tornerà a riunirsi e la prossima settimana è atteso il testo base del relatore. Già domani, essendo convocato l’ufficio di presidenza sul timing dei lavori, si riuscirà a capire se la buona volontà mostrata oggi si trasformerà in fatti.

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