“In Sicilia l’unica novità siamo noi”. Parla Fabrizio Micari

Focus

“Il nostro obiettivo è vincere, lo dobbiamo ai nostri giovani e alla nostra Sicilia”

L’uomo su cui ha deciso di puntare il Pd è Fabrizio Micari. A dargli manforte sull’isola è sbarcato anche Matteo Renzi: “La sua visita è il suggello della mia candidatura, un momento importante per me e per la Sicilia”.

Ma non chiamatela competizione nazionale. C’è chi vuole trasformare questa tornata elettorale nelle prove generali delle prossime politiche, tra tattiche, strategie e sovrapposizioni. Ma Renzi, presentando a Taormina il candidato governatore, è stato chiaro: il voto del 5 novembre “non è uno stress test nazionale”. “Se qualche politico e commentatore della stampa – continua il segretario –  usa le elezioni regionali come test nazionale commette un errore e fa del male ai siciliani”.

Di certo, da qualche settimana, tutti gli occhi sono incollati sull’isola e così la Sicilia diventa un laboratorio politico di enorme interesse. Il Pd prova a replicare un modello già sperimentato e vincente, quello di Palermo: “Renzi è qui per testimoniare la forza di un progetto in cui crede: un centrosinistra ampio con una forte leadership civica”, dice Micari.

A garanzia di questo progetto c’è lui, il candidato: Rettore di Palermo, classe 1963, palermitano doc e da sempre impegnato per la sua terra.”Quello che stiamo mettendo in atto è un esperimento davvero interessante” ci dice, “la nostra coalizione è certamente il miglior equilibrio fra la politica e il civismo perché non vogliamo, e non possiamo, escludere la politica da questo processo. La mia figura nuova e dall’alto profilo civico, garantirà i principi e i valori del centrosinistra, come i diritti e il lavoro“.

Un progetto che ha bisogno del massimo sostegno da parte di tutte le forze politiche che vogliono mettere in atto un’esperienza di governo con una spinta in più. Fra questi, come è noto, si è sciolta la riserva anche di Alternativa popolare e si è consolidata la notizia, in caso di vittoria, della vicepresidenza per l’europarlamentare Giovanni La Via, esponente di spicco di Ap. Una scelta che Micari rivendica: “Personalmente ne ho massimo rispetto e apprezzamento”.

Il Rettore di Palermo – ora in congedo – ha deciso di giocare tutte le sue carte per marcare le differenze con i suoi avversari, vecchie conoscenze della politica siciliana. Da una parte Musumeci e il suo blocco di centro destra e dall’altra il finto movimentismo di Cancelleri, entrambi già candidati nelle scorse elezioni siciliane, di nuovo non hanno davvero niente. Mentre è proprio sul fattore novità che il Professore vuole vincere la sua battaglia e chiede – sopratutto alla sua parte politica – di abbandonare gli ostracismi e di costruire una valida alternativa: “C’è un centrodestra e un centrosinistra, due schieramenti contrapposti, due blocchi diametralmente opposti. Continuare a concentrarci soltanto sulle differenze che ci sono fra di noi sarebbe un errore, abbiamo molte più cose che ci uniscono, lavoriamo per valorizzarle”.

Il riferimento è sicuramente a Mdp, che sull’isola si presenta con un proprio candidato, scelta criticata dai più, sopratutto per il rischio che questa frammentazione possa indebolire il fronte del centrosinistra: “Il dialogo sembra sempre più difficile ma spero ancora si possa scongiurare una rottura” dice Micari,  “il nostro obiettivo è vincere, lo dobbiamo ai nostri giovani e alla nostra Sicilia”.

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