La protesta della base pentastellata: “Vergogna”

Focus

Dopo il sì al dl sicurezza bis monta la protesta sui social. Sotto ai post di Di Maio e Di Battista migliaia di commenti indignati

A dire la verità Giggino Di Maio le ha provate tutte, per far dimenticare il sì di ieri dei grillini al Senato al decreto sicurezza bis targato Salvini. Prima con un post in notturna in cui, evidentemente consigliato dagli strateghi della Casaleggio e associati, come se nulla fosse ha ignorato il voto di Palazzo Madama per concentrarsi sulla “giornata intensa di lavoro a Palazzo Chigi”; poi con una card mattutina, di quelle con gli elenchi che tanto piacciono a una certa categoria di politici, da Berlusconi in giù, in cui (evidentemente annusando l’aria) “con molta umiltà” ha enumerato le cose fatte “in 24 ore”… per intenderci mica robetta, si va dall’aiuto “a migliaia di giovani e alle loro idee” al “decreto per tutelare lavoratori e rider”, per la verità con un accenno alla “confisca immediata e definitiva delle navi Ong che violano le regole dello Stato italiano”.

Riusciamo quasi a immaginarli, i giovani cervelli esperti di comunicazione assunti dal leader pentastellato, che vista la malaparata si scervellano su quale strategia adottare per parare il danno. Ma a conferma che la comunicazione non può prescindere dalla politica, la realtà è arrivata come un fiume in piena a smontare l’illusione dei Cinquestelle, secondo la quale un post in genere basta a tappare anche la peggiore delle falle

E così, sotto ai post del leader grillino, da ieri e ancora in queste ore si è scatenata una vera e propria rivolta della base, con commenti tra il deluso e lo spietato, che presentano ai pentastellati il conto di un anno di governo vissuto pericolosamente.

 

Dal tenore dei commenti, di cui pubblichiamo alcuni screenshot, si tratta di un risveglio amaro anche per gli elettori a cinque stelle, che lentamente ma inesorabilmente, come già i risultati delle urne hanno evidenziato in questo anno, si stanno rendendo conto che non può esistere la politica senza politica, che non si può essere insieme opposizione e governo e che governare significa assumersi delle responsabilità e andare oltre la retorica della “guerra alla casta”.

Anche perché a leggere i commenti potremmo dire che chi di casta ferisce, di casta perisce, visto che l’accusa più ricorrente è quella di aver svenduto idee e promesse per rimanere attaccati alle poltrone, che manco nella Prima Repubblica.

Quello che colpisce, e che fa immaginare che l’onda anti movimento possa non esaurirsi nel giro di una giornata, è il consenso ricevuto dai commenti di critica all’operato di Di Maio e compagnia, con centinaia di like per ciascuno e il record di oltre 1.100 pollici in su per Roberta, che semplicemente ha detto a Di Maio: “Spero che prima o poi farà o conti con la propria coscienza. Nel frattempo si vergogni”.

Un’onda che è arrivata anche a Di Battista, che sotto al suo ultimo post targato 4 agosto sta raccogliendo commenti freschissimi, tutti più o meno con lo stesso tenore:

Insomma il prezzo che il Movimento sta pagando all’alleanza con Salvini sembra crescere ogni giorno di più. La domanda adesso è se un partito-non partito nato sull’idea (sbagliata) di non essere né di destra né di sinistra, possa sopravvivere all’onda d’urto di un’alleanza con un partito, questo sì, di destra estrema come la Lega. E, soprattutto, se finalmente cesserà l’ubriacatura da anti-politica che tanto danno ha fatto al Paese, e che oggi tanta delusione e scoramento sta raccogliendo.

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