Il giudice riabilita Silvio, l’ex Cavaliere è di nuovo candidabile

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Se fallissero le trattative per un governo Lega-M5S e si tornasse alle urne, Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera o al Senato

Di nuovo candidabile. Da ieri. I giudice del tribunale di sorveglianza di Milano hanno concesso, con un mese di anticipo, a Silvio Berlusconi la “riabilitazione”. Una decisione – scrive il Corriere della Sera in edicola oggi – che di fatto cancella tutti gli effetti della condanna subita nell’ambito del processo sui diritti Mediaset nel 2013. Sentenza che aveva fatto scattare l’incandidabilità imposta dalla Legge Severino.

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Quindi se dovessero fallire le trattative per un governo Lega-M5S e si tornasse alle urne, Berlusconi avrebbe il diritto di presentarsi alla Camera o al Senato. Berlusconi potrebbe anche concorrere per un seggio se ne dovesse rimanere vacante uno in un collegio uninominale, attraverso delle elezioni suppletive. Sulla decisione di ieri, però, la procura di Milano può ancora ricorrere in Cassazione.

L’orientamento della Cassazione sul quale si sono basati i giudici del tribunale di Milano prevede, anche in presenza di altre pendenze (per Berlusconi i processi per corruzione giudiziaria in seguito al processo Ruby da cui Berlusconi è stato assolto) la possibilità, una volta adempiute “le obbligazioni civili derivanti dal reato”, di vedersene cancellati gli effetti con la riabilitazione che estingue le pene accessorie.

I giudici hanno anche tenuto conto del fatto che dopo l’espiazione della pena (4 anni di reclusione di cui 3 condonati e uno svolto ai servizi sociali con l’impegno di assistenza agli anziani 4 ore alla settimana), Berlusconi ha dato “prove effettive e costanti di buona condotta” e di essersi reinserito nella comunita’ rispettandone nei limiti del possibile le regole. Sulla decisione assunta venerdì dal tribunale di sorveglianza, la procura generale di Milano ha la possibilità di ricorrere in Cassazione.

La vicenda a Strasburgo

Il ricorso dei legali dell’ex Cavaliere era stato presentato contro la legge Severino anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’udienza si è svolta il 27 novembre e la sentenza dovrebbe arrivare in autunno, ma con la decisione del tribunale di sorveglianza Berlusconi, in realtà, potrebbe non avere più bisogno almeno per quanto riguarda l’agibilità politica. La norma impediva a Berlusconi, dopo la condanna a 4 anni – di cui 3 coperti da indulto – per frode fiscale, di candidarsi. Ma secondo la difesa di Berlusconi la legge ha avuto un effetto retroattivo sulla sua posizione giuridica.

Cosa potrebbe cambiare nella formazione del governo

Una novità che potrebbe in qualche modo interferire nella trattativa tra Salvini e Di Maio. Anche se dalla Lega al M5S e fino a Forza Italia si affrettano tutti a chiarire che la decisione del tribunale non cambia gli equilibri politici nel confronto per il governo, è evidente che in caso di nuove elezioni la situazione potrebbe cambiare eccome. Forza Italia ora avrebbe una carta in più rispetto al 4 marzo, elezioni in cui il partito si era presentato in una posizione di particolare debolezza proprio perché Berlusconi non poteva candidarsi.

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